Tutti ci guardano, ma nessuno ci ascolta

Scritto il 2 Settembre, 2014 - 7:00 da Fabio Troglia
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Tutti ci guardano, ma nessuno ci ascolta. Spero che nessuno me ne voglia, se mi sono permesso di fare una piccola modifica allo slogan del presidente Renzi, mi sembra più attinente alla realtà.

Tutti ci guardano

Tutti ci guardano

Ogni tanto leggo da internet qualche titolo sulla politica italiana ,perché davvero e oramai inutile perdere tempo con un paese che sono anni che ha iniziato il suo viaggio verso il bel paese i via di sviluppo perché questo è ciò che è accaduto all’.Io penso che non ci sia via di uscita, penso che non ci sia la volontà di cercare neanche di mantenere un po di decoro per coloro che cercano di combattere in una paese oramai morto senza futuro, ecco perchè tutti ci guardano,ma nessuno ci ascolta!!

Fonte : l’Altro quotidiano

“Guardiamo negli occhi tutti, ma non guardiamo in faccia nessuno. Se l’Italia deve cambiare, nessuno può chiamarsi fuori. Nessuno può tirarsi indietro. Vale per tutti i settori”: questi alcuni degli slogan scritti e recitati nell’ennesima conferenza stampa dal “pifferaio” di Palazzo Chigi, come è stato efficacemente ribattezsato Matteo Renzi dal fondatore di “Repubblica” Eugenio Scalfari. Quelli che abbiamo citato li ha scritti nel testo di presentazione del mini-sito dedicato ai mille giorni, contrabbandato come un “diario di bordo” dei tre anni di tempo che si è preso per realizzare il programma di governo che aveva promesso attuare in cento giorni. Poi li ha ripetuti nella conferenza stampa, l’ennesima in pochi giorni, dove su è esibito, come al solito, per far bella mostra delle sue doti imbonitore. E qui giù con altre amenità e il furbesco riferimento ad innominati nemici, insistentemente apostrofati come “i soliti noti”:  l’Italia, afferma, deve diventare “libera dalle pastoie burocratiche e dal potere di rendita dei soliti noti, un paese che finalmente fa le riforme, dopo averle ossessivamente discusse (e rinviate) per anni”.

“I mille giorni – dice ancora – sono una occasione ghiotta per la politica: dimostrare che le riforme si possono fare”. Il problema è: quali riforme?  Ma a lui non importa. Quello che conta è l’apparenza. E infatti proclama: “Questo è il paese che è apparso sulla scena internazionale come il paese dei veti, dei no, non si può, delle lungaggini e delle procedure. Al termine di questo periodo – assicura – avremo un Paese più coraggioso, più semplice, più competitivo. E dunque una politica più credibile”. E si ripete: “Passo dopo passo riporteremo l’Italia al suo posto. A guidare l’Europa del coraggio, non a inseguire i fantasmi della paura”. 

E poi il passaggio dall’esibizione di venditore ambulante e quella di allenatire di calcio: “Bisogna cambiare alla radice, a partire dalle nostre istituzioni. Dobbiamo giocare all’attacco, non in difesa. Scegliere il coraggio, non la paura. Questo è il nostro orizzonte: un mondo che chiede più Italia”.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.