RSI, l’oscillatore termometro del prezzo

Scritto il 2 Giugno, 2013 - 8:00 da Lorenzo Zardi
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Relative Strength Index (RSI)

RSI Proposto per la prima volta da Welles Wilder nel 1978, è un oscillatore costruito sul rapporto tra rialzi e ribassi di uno strumento finanziario e più in particolare dal rapporto tra candlestick rialziste e ribassiste oppure dal rialzo medio e ribasso medio. Tale rapporto viene poi normalizzato in modo che oscilli in un range tra 0 e 100, rispettivamente corrispondente ad un rapporto di soli ribassi e ad un rapporto di soli rialzi.

Lo stesso Welles Wilder utilizzò 14 come periodo standard, poiché rappresenta la metà del ciclo temporale mensile del maggior numero di commodities, e ancor oggi si è soliti costruire la sua rappresentazione su questo periodo anche se operando in timeframe più ridotti.

Solitamente di considerano i livelli del 70% e del 30% per indicare le soglie di ipercomprato e ipervenduto

 

Livelli di ipercomprato e ipervenduto

 rsi14 ipercomprato ipervenduto

Molto spesso si è soliti operare sfruttando tali livelli per prendere posizione rialzista o ribassista, ma si tratta di una strategia poco profittevole dal momento che può capitare che in caso di trend positivo, l’ RSI 14 resti in zona di ipercomprato per molto tempo e si rischierebbe così di andare contro trend con risultati sconsigliati e la stessa cosa vale ovviamente per i livelli di ipervenduto in caso di trend negativo.

Come ogni oscillatore va inteso quindi in un ottica più cauta, in quanto deve essere considerato come un indicatore di quello che sta al di sotto del movimento di prezzo, e quindi può essere sfruttato come campanello di allarme in caso di perdita di forza di trend oppure al contrario per indicare una buona probabilità che il trend si intensifichi al rialzo o al ribasso, e per questo non serve considerare solo i livelli di ipercomprato e ipervenduto, ma occorre innanzitutto  aver presente come si è mosso in passato questo oscillatore, poiché una semplice “sintomatologia” espressa dall’ RSI 14 per un tipo di strumento finanziario potrebbe essere quasi di significato opposto per un altro tipo di strumento, inoltre va presa in considerazione la relazione che può presentarsi come direttamente o inversamente proporzionale tra l’andamento del prezzo e l’andamento dell’ RSI 14.

La differenza principale fra l’ RSI e il momentum è rappresentata dal fatto che a parità di dominio temporale il momentum è calcolato sulla base di due sole rilevazioni (quella odierna e quella di n giorni fa) mentre l’RSI utilizza tutti valori compresi nell’intervallo sul quale è calcolato (di norma 14 giorni)

 

Lo studio delle divergenze

Per poter valutare quindi eventuali elementi di debolezza del trend in atto occorre per prima cosa valutare come si comporta questo oscillatore, ovvero se ne rispecchia l’andamento oppure se presenta delle discordanze e dei punti di debolezza, e per questo motivo può considerarsi uno dei migliori strumenti per valutare in anticipo possibili cambiamenti di trend, pur restando solo un campanello di allarme.

 

divergenze rsi 14

Come evidenziato nel grafico, il trend positivo del prezzo è inizialmente confermato da massimi crescenti nell’ RSI 14, il che è un buon segnale di conferma di forza rialzista (sarebbe vero anche il contrario per un trend ribassista), ma successivamente, dopo un primo segnale di debolezza in cui lo strumento risulta stazionare in ipercomprato e il trend rialzista perde forza consolidando i nuovi massimi, quando il prezzo comincia a risalire e tocca altri massimi, l’ RSI 14 si comporta esattamente al contrario segnando livelli decrescenti di massimi, questo deve essere interpretato come un chiaro segnale di debolezza, che non necessariamente prelude ad un cambiamento di trend, ma dovrebbe trattenere l’operatore dal compiere ulteriori acquisti o quantomeno alleggerire eventuali posizioni rialziste aperte spostando gli stop loss in zone limitrofe.

Chi sono
Lorenzo Zardi

Sono laureato in Economia e Finanza, ho maturato interesse per il trading speculativo e per l'analisi tecnica applicata agli strumenti finanziari negli ultimi anni in cui mi sono affiancato a traders professionisti, operatori in strumenti mobiliari e professori universitari. Continuo gli studi universitari nel corso di laurea specialistica in Finanza, Intermediari, Mercati. Ho intrapreso altresì una formazione in un private office di consulenza finanziaria collaborando con professionisti di alto livello nel settore della consulenza e della promozione finanziaria, dell'analisi di mercato macroeconomica, monetaria, tecnico-grafica.