Petrolio, lo scenario cambia di nuovo

Scritto il 16 Marzo, 2015 - 11:00 da Fabio Troglia
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Petrolio, lo scenario cambia di nuovo.Devo rivedere la mia analisi sul petrolio,perché sembra che qualcosa sia cambiato.

Petrolio

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Rispetto alla mia precedente analisi,qualche cosa è cambiato.Vediamo insieme che cosa sia dal punto di vista tecnico che macro.

https://www.fabiotroglia.com/petrolio-a-200-dollari-e-possibile-10082

Dal punto di vista tecnico il petrolio a 50 aveva creato una bella base di appoggio di volumi che ha sorretto le quotazioni più volte fungendo da appoggio e sembrava che un allungo rialzista fosse la cosa più ragionevole.Qualche dubbio già da qualche settimana mi girava in testa,perché non arrivava l’allungo ed ecco che il Poc di livello è diventato resistenza.

Ora siamo un doppio minimo che però in termini di volumi non è cosi significativo e quindi temo che 40 sia il livello di prossima fermata del petrolio.Uno scenario nuovamente rialzista lo si avrebbe con la rottura decisa e continuata per più sedute dei 50.

Dal punto di vista macro che cosa è accaduto?

Il mercato con la ripresa del prezzo del petrolio si era convinto che il prossimo rialzo dei tassi americani sarebbe stato non a brevissimo come invece sembra e soprattutto non aveva messo in cantiere un rafforzamento cosi veloce e repentino del dollaro ,contro tutte le valute del mondo.Questo per i mercati che cosa significa?

Che nel medio gli Usa soffriranno in  termini di Pil questo è ovvio, sia per la forza del dollaro sia per la politica restrittiva della Fed e quindi se la prima economia mondiale rallenta anche il petrolio..

Quindi sembrerà paradossale ma gli ultimi dati americani più belli del previsto hanno reso più probabile l’azione della Fed,quindi l’indebolimento del dollaro e quindi hanno tarpato le ali al rimbalzo del greggio che doveva essere di ampiezza maggiore.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.