Lavora 5 ore al giorno, sarai più felice

Scritto il 9 Luglio, 2014 - 8:32 da Fabio Troglia
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Lavora 5 ore al giorno, sarai più felice.Oggi vorrei affrontare con te un tema molto importante, perché riguarda le nostre vite la nostra libertà.

lavora 5 ore

lavora 5 ore al giorno

Partiamo a livello teorico, io penso che sia necessario lavorare per vivere e non vivere per lavorare, concedimi questo luogo comune, che però rappresenta una grande verità. Io credo, che se una persona ha un adeguata preparazione mentale, un elevato livello di concentrazione non siano necessari più di 5 ore di lavoro al giorno. Io ho fatto degli studi in tal proposito e ti posso garantire che è così. Le ore aggiuntive sono ore è tempo buttato, in cui si guarda Facebook, si va in pausa caffè ecc..Io sono dell’idea invece, che se uno decide che ha meno ore di lavoro al giorno, sarebbe più concentrato in quello che fa e sarebbe più gratificato dal molto tempo libero che avrebbe a disposizone, che gli creerebbe soddisfazione e quindi aumenterebbe la sua creatività. Questo è un discorso che tutte le aziende potrebbero applicare, soprattutto quelle in cui il lavoro di creatività è fondamentale, non avrebbero neanche bisogno di ridurre lo stipendio, perché la produttività aumenterebbe in maniera esponenziale. Però prima di poter far questo dovrebbero investire nella formazione dei loro dipendenti, insegnadogli tecniche e metodi di concentrazione, per poter aumentare la loro efficienza, se non s​i fa questo processo fond​amentale i risultati non ci saranno. Ma leggiamoci il pensiero di Google a tal proposito che io condivido pienamente.

 

Ecco un articolo uscito sulla Stampa:

Lavorare meno per vivere meglio: questa la ricetta della felicità per Larry Page, numero uno di Google, che si schiera tra coloro che chiedono una riduzione dell’orario di lavoro settimanale di quaranta ore.

Il co-fondatore del colosso di Mountain View non ha dubbi: essere impegnati senza sosta rovina la vita. «Se si pensa alle cose di cui si ha bisogno per essere felici, gli antropologi hanno identificato casa, sicurezza e opportunità per i figli. Non è difficile per noi provvedere a queste cose», ha argomentato Page. Aggiungendo che «l’idea che tutti debbano lavorare freneticamente per soddisfare le esigenze delle persone è semplicemente non vera».

 

Non è il solo tra i leader della Silicon Valley e del mondo del business ad appoggiare questa teoria. Prima di lui, ad esempio, un’altra icona come il magnate inglese Richard Branson, che ha a lungo sostenuto l’utilità del lavoro part-time, che a suo dire porta benefici a chi lavora, ma anche all’impresa e alla società. Ricordando la filosofia di Branson, Page ha sottolineato come l’uomo d’affari britannico «ha cercato di convincere i datori di lavoro ad assumere due persone a tempo parziale invece di una a tempo pieno, in modo da aiutare i giovani ad avere un’occupazione».

 

«Se chiedessi ai dipendenti `vorreste una settimana di vacanze extra oppure una settimana lavorativa di quattro giorni?´, il 100 per cento delle persone alzerebbe la mano», ha affermato Page, spiegando che la maggior parte delle persone ama lavorare, ma ama anche avere più tempo per la famiglia o per i propri interessi. Per lui, il problema si potrebbe quindi risolvere trovando un modo coordinato per ridurre la settimana lavorativa.

Certo, per i critici si tratta di un’idea più semplice da sostenere per una persona come Page, che vale circa 32,7 miliardi di dollari, rispetto ai comuni mortali che lottano per arrivare alla fine del mese. L’aspetto meno chiaro del piano `made in Google´ per l’occupazione, infatti, è proprio quello relativo ai salari, in quanto non spiega quali potrebbero essere le conseguenze economiche per i dipendenti.

 

Naturalmente il piano funzionerebbe solo se si pagassero ai dipendenti stipendi uguali o superiori pur lavorando meno ore. Un’ipotesi che secondo diversi osservatori rimane per ora piuttosto remota, se si pensa all’acceso dibattito in corso negli Stati Uniti per alzare il salario orario minimo.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.