La bolla cinese sta scoppiando?

Scritto il 23 Giugno, 2015 - 14:00 da Redazione
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La bolla cinese sta scoppiando? La crescita economica del Paese più popoloso del mondo ha registrato i minimi dai tempi della Grande Recessione del 2009 e si prevede che la sua espansione crolli del 6% nel 2015.

La bolla cinese

La bolla cinese

La crescita economica del Paese più popoloso del mondo ha registrato i minimi dai tempi della Grande Recessione del 2009 e si prevede che la sua espansione crolli del 6% nel 2015.

Non sono in molti a sostenere che la Borsa cinese sia in crisi, ma mentre il Shanghai Stock Exchange Composite Index ha registrato un aumento del 149% nell’ultimo anno, lo Shenzhen Stock Exchange Composite Index ha assistito ad una caduta del 190% nello stesso periodo. Sembra che il mercato stia reggendo grazie a varie forme di sostegno da parte del Governo e degli investitori per cui dobbiamo chiederci: “La Cina è nel bel mezzo di una bolla economica? E’ ancora sicuro investire in questo paese?”

Ci sono alcuni indicatori di speculazione in Cina. Negli ultimi anni, ad esempio, sembra che la popolazione, che tende a risparmiare molto di più rispetto agli Occidentali, abbia investito il capitale in eccesso nel settore immobiliare. La bolla del mercato immobiliare cinese però si sta ora sgonfiando e, siccome i capitali devono pur andare da qualche parte, sembra che si siano diretti verso il mercato azionario. Secodo i dati del Financial Times, gli investitori hanno aperto 4.8 milioni di nuovi conti trading a marzo ed un altro milione ad aprile.

Secondo un sondaggio di CNN Money, sembra che gli investitori cinesi investano frequentemente più che altro per divertimento, non si tratta per loro di stabilire un piano di crescita a lungo termine, quanto più che altro di divertirsi, come se si trattasse di una puntata al casino’.

Gli investitori non cinesi hanno puntato sulla Cina investendo fondi nei trade che comprendono la Cina, facendo sì che le azioni MSCI China ETF (MCHI) e SPDR S&P China ETF (GXC) registrassero un aumento del 20% quest’anno.

Un altro indicatore è la liquidità immessa nei mercati successivamente al taglio dei tassi della Banca Centrale cinese. Questo in parte è stato facilitato dall’Hong-Kong Shanghai Stock Connect, che permette agli investitori di comprare sullo Shanghai Stock tramite Hong Kong e viceversa.

Nonostante tutto, la Goldman Sachs non parla di bolla e non vede una rottura del sistema, mentre altri sono un po’ meno ottimistici a riguardo e consigliano agli investitori di stare alla larga dal mercato cinese. Se si vuole investire nel mercato asiatico, basta guardare ai mercati confinanti, quali la Mongolia, la cui economia è in crescita, così come Myanmar e Cambogia.

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