Italia,un paese per giovani

Scritto il 26 Agosto, 2013 - 10:14 da Fabio Troglia
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Italia,un paese per giovani.Questo potrebbe essere lo slogan, che l’Italia potrebbe adottare per attrarre nuovi investimenti.Di seguito vi riporto gli ennesimi dati di un paese in declino verticale.

Italia

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l’ per scelta, o per colpa del tessuto sociale è come una maglia fitta,non lascia emergere nulla e nessuno,i giovani hanno come unica strada quella dell’emigrazione.Io pesno che questa sia la più grande forma di rivalsa per i giovani, piuttosto che andare a giocare in piazza con bandiere e sctriscioni, il venerdi mattina, per non andare al lavoro o scuola non pensate?

Questi due dati dimostrano in manira lampante,come un paese che non investe nei giovani, sia destinato alla perdita di competitività nel medio termine.Vi lascio a questi dati e alle riflessioni che ognuno di noi dovrebbe fare per se ,ma soprattutto per i propri figli..

 

Tratto da Ansa:

Sono ‘mosche bianche’ i manager under 30 nelle ‘stanze dei bottoni’ delle aziende italiane: nel 2012 i dirigenti con meno di 30 anni d’età sono appena il 2,3% (poco più di 35mila) del totale dei quadri. Peraltro sono in calo, seppur lieve, rispetto al 2,5% del 2009. Lo segnala uno studio di Unioncamere su dati Istat, evidenziando quanto i giovani italiani siano demotivati: tra gli occupati under 30 solo l’1% è alla ricerca di un lavoro migliore. La scarsa presenza di dirigenti giovani ai pianti alti delle aziende è una peculiarità tutta italiana, in controtendenza rispetto ai paesi anglosassoni. Il livello di soddisfazione per il lavoro cresce con il titolo di studio: non è così tra i giovani fino a 24 anni – dice lo studio – per i quali la scala di soddisfazione è invertita: più soddisfatti quelli con licenza media, seguono i diplomati, infine i laureati.

Tratto da il Giorno:

 L’Indice 2013 della Commissione Ue segnala come la la cosiddetta “blue banana”, dorsale economica che collegava la grande Londra alla Lombardia, via Benelux e Baviera, “abbia cambiato forma”

Blue banana, regioni più competitive fino al 2012

Milano, 24 agosto 2013 – L’Italia resta fuori dalla mappa delle Regioni più competitive d’Europa. Lo rivela l’Indice 2013 della Commissione Ue che segnala come la cosiddetta “blue banana”, dorsale economica che collegava la grande Londra alla Lombardia (unica regione italiana a rientrarvi), via Benelux e Baviera, “abbia cambiato forma”.

Rispetto alla prima edizione, del 2010, l’Indice di competitivita’ regionale mostra una morfologia piu’ policentrica con regioni forti soprattutto laddove si trovano le capitali o aree metropolitane. E se a capitanare la classifica sono Utrecht (Olanda), seguita da ‘greater’ London (GB); Berkshire-Buckinghamshire-Oxfordshire (GB) e Stoccolma (Svezia), la Lombardia non compare nella lista delle prime 100, scivolando al posto numero 128.

 

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.