Italiani in gabbia

Scritto il 10 Febbraio, 2014 - 1:06 da Fabio Troglia
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Italiani in gabbia.Ahimè si sta verificando quello che oramai dico da anni,ossia l’Italia sta creando una gabbia in cui rinchiudere dentro tutti gli italiani, con un obiettivo certo.

italiani in gabbia

italiani in gabbia

La legge che vi riporto sotto è gravissima ,perché di fatto annulla la libera circolazione dei capitali,ossia oggi chiunque detiene delle attività all’estero e intende spostarle in deve fare una autocertifcazione preventiva,per non vedersi decurtato del 20% l’accredito del proprio bonifico,anche se lui paga regolarmente le tasse.Questo vuol dire, che lo stato gioca sulla non informazione delle persone,e da per assunto senza aver verificato che tutti gli italiani sono degli evasori.

Perchè parlo di italiani in gabbia?Quale sarà il prossimo passo?Semplice mettere una tassazione obbligatoria anche per i bonifici in uscita,così la gabbia sarà definitivamente chiusa.Una volta che il pollo è in gabbia,con delle piccole randellate, identificabili con nuove tasse gli portano via tutta i suoi risparmi.

Il mio pensiero:

Oggi detenere capitali in Italia è una follia pura,perché verranno al 100% erosi dalla stato italiano.Chiunque fosse spaesato avesse bisogno di un consiglio o di un aiuto gratuito,sarà mia premura darlo.Infatti penso che in questi momenti di difficoltà estrema, chi ha dei privilegi come il sottoscritto deve aiutare coloro che hanno più bisogno.

Potete scrivermi a : fabiotroglia@gmail.com

 

Da Milano Finanza:

Si stringe la morsa del fisco sui flussi d’investimento in arrivo dall’estero. A partire dal 1° febbraio 2014 tutti i redditi derivanti dagli investimenti e dalle attività di natura finanziaria detenuti all’estero da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali sono assoggettati a ritenuta o a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi da parte degli intermediari che interverranno nella riscossione dei relativi flussi finanziari, a prescindere da uno specifico incarico alla riscossione, oltre che nei casi in cui questi investimenti siano affidati in custodia, amministrazione o gestione.

Quindi se si riceve un bonifico dall’estero, la banca darà per scontato che si tratta di un reddito finanziario e farà il prelievo a meno che il cliente non l’avvisi per tempo. Nel caso, per esempio, di una casa venduta all’estero e posseduta per oltre 10 anni, in Italia non è dovuta l’imposta sul capital gain, ma il bonifico potrebbe subire il prelievo a meno che il cliente non faccia un’autocertificazione all’intermediario.

L’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito che il prelievo alla fonte deve essere effettuato dagli intermediari finanziari indipendentemente da un incarico alla riscossione ricevuto dal cliente o dal soggetto erogante, salvo che il cliente non attesti, mediante autocertificazione resa in forma libera, che detti flussi non abbiano riflessi reddituali e, pertanto, non costituiscano, nemmeno in parte, un reddito di capitale o un reddito diverso di fonte estera (in tal caso la ritenuta non è applicata ma l’intermediario deve segnalare all’amministrazione finanziaria il nominativo del cliente e l’ammontare dell’accredito da questi ricevuto).

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.