Italia, a rischio il rating sovrano

Scritto il 28 Settembre, 2016 - 7:51 da Fabio Troglia
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Italia, a rischio il rating sovrano.Escono le nuove stime dell’Italia, la situazione si fa davvero buia,vediamo inseme il motivo.

City Workers In The Canary Wharf Business, Financial And Shopping District

 

Di seguito un comunicato uscito su Reuters, che fa una fotografia impietosa di un paese al collasso.Pil che scende debito che sale.La cosa molto preoccupante che nel mese di Ottobre ci sarà la revisione de rating sovrani e l’ rischia non tanto un declassamento immediato, ma un una variazione da credit watch stabile a negativo, il che vuol dire che in futuro saranno possibili nuovi downgrade. Attenzione perché un ulteriore declassamento significherebbe debito spazzatura e al Bce non potrebbe più acquistare debito italiano.Ieri abbiamo già assistito a un aumento di volumi sulla discesa dei Btp italiani…..la situazione è davvero molto critica non solo nei fatti.Infatti finché si parla in maniera generica e un conto quando poi il mercato Inizia muoversi scontando questo scenario allora siamo nella fase acuta.Nel portafoglio del trader puoi vedere la mia operatività per questa che sarà una grande occasione di guadagno.

Fonte Reuters:

Il governo ha tagliato le stime di crescita per via del peggiorato contesto economico e ha riconosciuto che il debito pubblico in rapporto al reddito nazionale non tornerà a scendere nel 2016, come promesso all’Europa.

“La dinamica del debito è ancora insoddisfacente. È soprattutto l’inflazione molto bassa che penalizza l’Italia e l’inflazione purtroppo non è sotto il controllo di un governo ma sotto il controllo della Bce”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, presentando a Palazzo Chigi la Nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza.

Il nuovo target di quest’anno è 132,8% e si confronta con il 132,4% indicato a metà aprile e con il 132,3% di fine 2015.

Il debito tornerà a scendere nel 2017, quando in rapporto al Pil dovrebbe raggiungere quota 132,2%.

La crescita del Pil scende nel 2016 a +0,8 da +1,2% e nel 2017 a +1% dal precedente +1,4%, in linea con quanto anticipato da Reuters il 13 settembre.

Nonostante le revisioni al ribasso, le nuove stime potrebbero rivelarsi ottimistiche. Nel World economic outlook del 21 settembre l’Ocse vede la crescita dell’economia italiana sotto l’1% sia quest’anno sia nel 2017.

Il quadro di finanza pubblica che farà da cornice alla legge di Bilancio, attesa entro il 20 ottobre, riflette l’esigenza del premier Matteo Renzi di evitare una politica fiscale restrittiva in vista del referendum costituzionale di dicembre.

L’indebitamento netto programmatico sale nel 2016 al 2,4% dal 2,3% e nel 2017 al 2% dall’1,8% del Pil.

L’indebitamento tendenziale del prossimo anno è visto all’1,6% del Pil. Il margine rispetto al target programmatico è quindi di 0,4 punti percentuali.

Renzi aggiunge tuttavia di voler arrivare l’anno prossimo a un deficit programmatico del 2,4%, con un margine complessivo di 0,8 punti.

Infatti l’Italia chiederà all’Europa di attivare le circostanze eccezionali previste dalle regole comunitarie, nello specifico per l’esigenza di finanziare le spese legate ai migranti e al sisma di fine agosto.

“Rispettiamo le regole europee anche quando non le condividiamo”, ha detto il presidente del consiglio.

Sennonché la Commissione europea non ha mostrato finora di voler dare ulteriori spazi di manovra dopo i 19 miliardi concessi quest’anno.

Anche il capitolo ‘privatizzazioni’ diventa meno ambizioso. “Non abbiamo bisogno di svendere in questo momento. È una posizione di buonsenso”, ha detto Renzi.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.