Ior, investe nei Btp italiani

Scritto il 2 Ottobre, 2013 - 10:32 da Fabio Troglia
Pubblicato in
2751 letture
Tag

Ior, investe nei Btp italiani.Lo Ior il braccio finanziario del Vaticano pubblica per la prima volta il suo bilancio,vediamolo insieme accompaganto da delle considerazioni.

Ior

Ior

Lo Ior, pubblica il suo bilancio,a vederlo sembra più un rendiconto di una società di investimenti piuttosto che il bilancio di una istituzione che dovrebbe donare ai poveri,infatti non mi sembra di notare nessuna voce che vada in tal senso.Sul fatto che lo Ior, che il Vaticano, siano solo una super azienda che prende in giro i fedeli,su questo direi che non ci sono dubbi, detto questo,mi ha molto colpito e confortato il fortissimo acquisto di Btp fatti dalla Chiesa.Infatto lo Ior che per me non è altro che un istituto finanziario da imitare, viste le sue sicure conoscenze privilegiate si è riempita il portafoglio di Btp,segno che vede per il futuro una rivalutazione del debito italiano nesun default,cosa che condivido,pero se lo dice la Santa sede…

 

 

Fonte Repubblica:

Apre in nero, malgrado un piccolo scivolone sui derivati, l’operazione trasparenza dello Ior. A regalare un 2012 “di successo” alla banca – come ha detto il presidente Ernst Von Freyberg – è stato il forte recupero dei titoli di Stato, specie quelli italiani, sul mercato obbligazionario che ha consentito all’Istituto per le Opere di Religione di chiudere in attivo di 86,6 milioni il suo primo bilancio pubblico, già influenzato dal vento di cambiamento che soffia su tutta la Santa Sede. Una metamorfosi sfociata nel 2013 con il rinnovo completo dei vertici della società che – per dirla con Von Freyberg – vuol essere solo “una piccola e ben gestita istituzione finanziaria al servizio di coloro che predicano la parola di Dio nel mondo”.

La relazione sui conti 2012 alza il velo per la prima volta su tutti i “segreti” finanziari della cassaforte del torrione di Nicolò V. I conti correnti sono 18.900, 2.100 (il 10%) in meno di fine 2011. E’ il primo risultato della pulizia affidata alla Promontory Financial che ha portato alla chiusura dei depositi inattivi e di quelli non in linea con gli standard della Santa sede. Il 50% dei clienti sono congregazioni e ordini ecclesiastici, il 15% nunziature e uffici vaticani, il 13% cardinali, vescovi e preti e il 9% le diocesi. Nel portafoglio dello Ior ci sono 1,2 miliardi di depositi, 3,3 miliardi di obbligazioni, 102 milioni di euro di azioni, 194 milioni di fondi affidati a gestioni esterne e 41 milioni tra oro, monete e medaglie. L’istituto ha deciso di chiudere nel 2011 tutti i suoi investimenti in titoli derivati vendendo 120 milioni di valore nozionale di opzioni sui cambi e 1,8 milioni di forward exchange swap. Una liquidazione costata perdite per 11,6 milioni di euro. A Piazza Affari la Vaticano Spa controlla 9 milioni di azioni Cattolica e un pacchetto di titoli Carige, costati svalutazioni per quasi due milioni nel 2012.

A spingere i conti lo scorso anno sono stati in particolare le ottime performance dei titoli di Stato e – con ogni probabilità – dei Btp. Lo Ior ha aumentato la sua esposizione verso l’ lo scorso anno di 300 milioni a 1,17 miliardi. E dopo aver pagato carissima la crisi del 2011 (quando il boom dello spread aveva aperto un buco di 38 milioni) ha ribaltato la situazione nel 2012 con guadagni da trading pari a 51,1 milioni. Nei conti del gruppo ci sono anche 855 milioni di attività in Olanda, 589 in Spagna, 282 in Germania e 488 tra Canada e Usa. L’esposizione ai Piigs (cuasa Italia) è a 1,8 miliardi, ma in portafoglio non ci sono titoli greci. Gli 86,6 milioni di utile hanno garantito alla Santa sede un dividendo di 54,7 milioni, mentre 31,9 sono finiti come riserve nel patrimonio, salito a 796 milioni.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.