Investire in Recordati: un gioiello tutto italiano

Scritto il 19 Febbraio, 2016 - 14:40 da Dominosolutions.it

Investire in Recordati: un gioiello tutto italiano.Vediamo di capire quali sono le sue potenzialità.

investire in recordati

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Recordati Spa (REC.MI) è un gruppo farmaceutico internazionale, con circa 4.000 dipendenti, basato sulla ricerca, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti farmaceutici ed innovativi, ad elevato valore aggiunto, aperto a collaborazioni. Ha sede a Milano, e attività operative nei principali paesi europei, oltre che in Russia e negli altri paesi del Centro ed Est Europa, in Turchia, in Nord Africa e negli Stati Uniti d’America. Grazie all’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco, riesce a promuovere un’ampia gamma di prodotti innovativi, sia originali sia su licenza, appartenenti a diverse aree terapeutiche compresa un’attività specializzata nelle malattie rare. si propone come partner di riferimento per l’acquisizione di nuove licenze per i suoi mercati. La società è focalizzata sulla sintesi di nuove molecole nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per le aree terapeutiche cardiologica e urologica, ed anche di terapie per malattie rare. I ricavi consolidati nel 2014 sono stati pari a € 987,4 milioni, l’utile operativo è stato pari a € 231,0 milioni e l’utile netto è stato pari a € 161,2 milioni. Recordati affianca alla produzione di principi attivi per le proprie specialità farmaceutiche, quella, su larga scala, di principi attivi ed intermedi per altre industrie farmaceutiche.

La società si è prefissata l’obiettivo di nuove acquisizioni mirate di aziende farmaceutiche di piccole dimensioni al fine di completare l’espansione geografica in alcuni paesi europei in cui non è ancora presente. A tale fine avrebbe dato mandato a Rothschild per studiare alcune potenziali società da acquistare in Europa centro-orientale. Operazioni di acquisizione che potrebbero avere un controvalore di circa 200-300 milioni di euro. Il management della società ha affermato, a dicembre scorso, che stava valutando l’opportunità di crescita esterna in Europa con un valore potenziale di circa 100-200 milioni di euro, avendo a disposizione 400 milioni di euro, nell’arco dei prossimi trimestri, per rafforzare il gruppo nel business dei prodotti tradizionali, quelli da banco. Ma anche gli Otc non rimborsati. In particolare, il presidente e AD, Giovanni Recordati, aveva confermato che c’erano due acquisizioni nel cassetto in Europa e non ha escluso che la famiglia possa diluirsi al di sotto del 50% nell’ambito di un’operazione societaria con altre aziende europee, qualora non dovesse essere più possibile crescere in modo autonomo. Le due operazioni preannunciate non sono grandi ma molto mirate e l’obiettivo di Recordati è quello di portare il fatturato del gruppo dagli 1,04 miliardi di euro stimati per l’esercizio in corso a 1,2 miliardi. Giovanni Recordati ha evidenziato che negli ultimi 15 anni il gruppo ha investito un miliardo in acquisizioni e distribuito dividendi per 500 milioni.

Le azioni Recordati fanno parte del paniere Ftse Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Mostra un livello rischiosità inferiore alla media del mercato (il beta è minore di 1), grazie alla sua presenza in un business anti-ciclico come quello farmaceutico. Negli ultimi 3 anni il titolo Recordati ha registrato una performance molto positiva, pari al +238,7% a fronte di un +43,3% dell’indice Ftse Mib. Le azioni Recordati hanno avuto un trend crescente, con un sostanziale raddoppio delle quotazioni, fino ai massimi di febbraio 2014, seguito da una fase laterale di alcuni mesi ed un nuovo impulso rialzista culminato nei massimi di luglio 2015, ora il titolo si trova nuovamente in un fase laterale.

Nei tre anni che vanno dal 2012 al 2014 Recordati ha mostrato una crescita del fatturato del 19,2% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 42,8% con una marginalità in crescita di oltre 4 punti percentuali. Il risultato operativo è salito del 38,4% mentre il risultato netto è passato da 118,5 a 161,2 milioni di Euro, il +36%. Il ROI (la redditività del capitale investito) è aumentato di 3,2 punti al 23,7% mentre il ROE ha guadagnato 2,5 punti al 20,5%. Dal punto di vista patrimoniale l’indebitamento finanziario netto è aumentato di 32,6 milioni a 186,1 milioni, con un rapporto debt to equity sostanzialmente stabile a 0,24.


Nei primi nove mesi dell’anno i ricavi del gruppo sono aumentati del 5,7% a 784,4 milioni di euro, in linea con le aspettative degli analisti. I ricavi internazionali, che rappresentano il 79,3% del totale, sono cresciuti del 8,8%, mentre quelli domestici sono diminuiti del 4,7%. L’utile netto di è salito a 152,5 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno. L’Ebitda, cresciuto del 13% a 240,5 milioni di euro, è risultato in linea con le previsioni degli esperti, evidenziando una marginalità del 30,7% grazie al miglioramento dell’utile lordo e al contenimento della crescita dei costi operativi. Nel terzo trimestre i ricavi sono cresciuti del 4,7% a 245,3 milioni di euro e l’utile lordo del 3,3% a 166 milioni. Per il 2015, l’esercizio si è chiuso con ricavi per 1,05 miliardi di euro, in aumento del 6,1% rispetto ai 987,3 milioni registrati nell’esercizio precedente. Il fatturato è risultato superiore agli 1,04 miliardi stimati dal management. La società farmaceutica ha precisato che i ricavi internazionali rappresentano il 79,8% del totale. Il risultato operativo è salito del 20,6% e ha toccato i 278,5 milioni di euro. Di conseguenza la marginalità è cresciuta al 26,6%. Recordati ha terminato lo scorso anno con un utile netto di 198,8 milioni di euro (+23,3% rispetto ai 161,2 milioni contabilizzati nel 2014). Anche in questo caso il dato è stato superiore alle stime del management (circa 190 milioni di euro).

A fine 2015 l’indebitamento netto della società farmaceutica ammontava a 88,7 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 186 milioni di inizio anno, nonostante il pagamento per dividendi per 110,8 milioni. Il management di Recordati ha fornito le stime per l’esercizio in corso. I vertici prevedono di realizzare ricavi compresi tra gli 1,07 miliardi e gli 1,1 miliardi di euro, un utile operativo tra i 290 e i 300 milioni e un utile netto intorno dei 210 milioni.

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