Investire in Petrolio: la volatilità dei prezzi continuerà

Scritto il 12 Febbraio, 2016 - 13:37 da Dominosolutions.it

Il prezzo del petrolio è stato estremamente volatile ultimamente, a causa di una serie di notizie.

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Oltre a sentire discorsi relativi ad un taglio della produzione, i prezzi sono stati influenzati da un eccesso costante delle scorte di petrolio. Mentre alcuni dei dati sembrano molto ribassisti, altri indicatori sono stati più positivi, soprattutto quando si tratta del conteggio degli impianti di perforazione, che continua a precipitare. Nel breve termine, questo dovrebbe creare volatilità, ma il quadro a lungo termine continua a migliorare. Dopo essere salito, in previsione di un incontro tra l’OPEC e la Russia membro non OPEC, i prezzi del petrolio sono scesi dopo la notizia dell’EIA (Energy Information Administration) che le scorte di petrolio la scorsa settimana sono aumentate rispetto al punto in cui erano solo la settimana prima.

Questo ha, senza dubbio, un impatto su tutti gli operatori di questo settore. I dati presentati nel corso della settimana sono stati un mix di notizie sia rialziste sia ribassiste. Secondo l’EIA, le scorte di petrolio per la settimana sono aumentate di 7.791 milioni di barili, salendo da 494,9 milioni a 502,7 milioni di barili. Questo ha superato l’accumulo di 3,8 milioni di barile previsto dall’API (American Petroleum Institute). Oltre a vedere che la produzione continua persistentemente, gli inventari sono stati negativamente influenzati da un aumento delle importazioni, aggiungendo inoltre la preoccupazione che la sovrabbondanza nel mercato continuerà a crescere.

Fortunatamente ci sono state un paio di categorie che hanno mostrato miglioramenti settimanali. Secondo l’EIA, i carburanti distillati hanno subito una leggera flessione di 0,8 milioni di barili cosi come il propano/propilene, in calo di 5,6 milioni di barili. Il calo, nel secondo caso, è maggiormente imputabile ad una motivazione di carattere stagionale, ma rimane comunque modestamente incoraggiante nel vedere i livelli di molte categorie migliorare nel breve periodo.

L’aspetto negativo di tutto questo è che le altre categorie hanno visto significativi aumenti. L’EIA è convinta che la benzina è riuscita ad aumentare di 5,9 milioni di barili durante l’ultima settimana, passando da 248,5 milioni a 254,4 milioni di barili. Anche se questo è sicuramente un elemento negativo per il mercato del petrolio, non è significativamente più elevato rispetto ai 240,7 milioni di barili visti lo stesso periodo dell’anno scorso e non è necessariamente in uno stato di eccesso.

Certo i carburanti in questa categoria sono elevati ma, tra il gennaio del 1971 e l’ottobre del 2015, i livelli sono stati pari o superiore a questo livello. Come risultato di questo aumento il petrolio greggio e i prodotti derivati sono saliti ancora più in alto, con un’impennata di 9,6 milioni di barili, collocandoli molto vicini ai livelli record sperimentati nel 1980. Una cosa buona riportata nel rapporto dell’EIA si riferisce alla produzione di petrolio. Secondo i dati forniti, la produzione settimanale è stata in media di 9.214 milioni di barili al giorno. Questo significa che la produzione di petrolio negli Stati Uniti è diminuita di 7.000 barili al giorno. Questo è certamente positivo ma il calo è stato cosi sottile che gli investitori lo potrebbero vedere come un errore di arrotondamento, proprio come è successo nel corso degli ultimi mesi, durante i quali la produzione di petrolio è rimasta più o meno costante.

In termini di domanda di benzina, abbiamo visto una certa stabilizzazione ma le cose non sono ancora buone. Per la settimana l’EIA ha segnalato una domanda per un totale di 8.341 milioni di barili al giorno. Questo è ben al di sotto dei 8.941 milioni di barili al giorno visti la settimana prima, ma solo leggermente inferiori rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Utilizzando le medie di quattro settimane, per quest’anno e l’anno scorso, la domanda è inferiore solo dello 0,9%.

Un indicatore che è stato estremamente positivo è il conteggio delle trivelle, rilasciato dalla Baker Hughes (BHI) il 5 febbraio. Secondo cui, il numero di piattaforme petrolifere in funzione per la settimana è crollato di 31 unita a 467. Ciò rappresenta un calo del 59% rispetto ai 1.140 impianti visti in funzione nello stesso periodo dell’anno prima, e suggerisce che il rallentamento della produzione di petrolio deve, finalmente, prendere piede.

Nel frattempo le trivelle hanno avuto un leggero aumento in Canada, salendo di 5 unità a 131. Anche se è ancora inferiore del 28,8% rispetto al conteggio di 184 unità dello scorso anno. Al di là di ogni dubbio, i dati sul petrolio di questa settimana sono stati tra i peggiori che si siano mai visti. Siamo riusciti a vedere alcuni indicatori positivi, come la stabilizzazione della domanda, un’altra tendenza ribassista nella produzione, alcune categorie di prodotti petroliferi crollare e un bel calo del numero degli impianti di perforazione, ma l’aumento complessivo del greggio sembra essere molto ribassista. Questo non influisce il mio punto di vista sulla prospettiva a lungo termine per il petrolio, ma gli investitori non dovrebbero essere sorpresi nel vedere una ulteriore volatilità nel prossimo futuro.

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