Introduzione allo Spread Trading o Pair Trading

Scritto il 28 Settembre, 2013 - 7:00 da Giuseppe Ricci

Introduzione allo Spread Trading o Pair Trading, una tecnica molto utilizzata dagli Hedge Fund.

Lo spread trading, altrimenti detto pair trading (useremo d’ora innanzi l’una o l’altra locuzione indifferentemente) consiste in una tecnica molto utilizzata dagli hedge fund che, se ben calibrata, risulta essere essenzialmente market neutral. Consente, in altri termini ed entro certi limiti, di avere una esposizione neutrale rispetto all’andamento del mercato.

Nella sua forma più semplice, il pair trading si attua mediante l’acquisto (long) di uno strumento finanziario e la contemporanea vendita (short) di un altro strumento, secondo certe quantità predeterminate.

L’idea di partenza è che la scelta delle coppie ricada su titoli appartenenti ad esempio allo stesso settore i cui prezzi, proprio per tale motivo, si muovano verosimilmente nella stessa direzione; ciò, naturalmente, in assenza di notizie rilevanti o eventi societari particolarmente significativi che riguardino l’uno o l’altro dei due titoli presi singolarmente.

Per dirla con un esempio, pare abbastanza chiaro che se in un dato momento il settore assicurativo stia attraversando una fase particolarmente positiva, i singoli titoli che lo compongono (ad es., sul mercato italiano, Alleanza, , etc…) non potranno che rispecchiare l’andamento del settore di appartenenza. Sennonché è lecito pensare che uno tra questi titoli potrà fare meglio degli altri o, come si suol dire tecnicamente, sovraperformi il settore di appartenenza. Fare pair trading, in modo molto semplice, significa sfruttare queste relazioni, acquistando il titolo più forte e vendendo contemporaneamente quello più debole, con la finalità di guadagnare dalla differenza di performance dei due titoli. Un esempio vale più di mille parole. Se il titolo attualmente più forte del comparto cementiferi fosse Unicem, potrei acquistarne per un controvalore ( a titolo esemplificativo) pari a 5.000 euro e vendere allo scoperto (short) il corrispondente valore di , titolo appartenente allo stesso settore. Il dimensionamento della posizione, in questo caso, sarebbe “dollar neutral”; vi sono poi altri modi di pesare le due coppie, ad esempio in relazione al beta dei due titoli o anche in base alla loro volatilità. Quel che conta, e che risulta subito evidente, è che la nostra esposizione sul mercato è in qualche modo bilanciata: siamo contemporaneamente long e short su una coppia di titoli il cui andamento dovrebbe essere simile. Se sale uno, dovrebbe salire l’altro e, viceversa, se scende il primo, dovrebbe scendere anche il secondo.

Vediamo allora, nell’ esempio appena fatto, quando potrò guadagnare: se entrambi i titoli salgono guadagnerò se Buzzi guadagna più di Italcementi; se entrambi i titoli scendono otterrò un guadagno se Buzzi scenderà meno di Italcementi. Il che equivale ancora a dire che Buzzi, indipendentemente dall’ andamento del mercato, sovraperforma Italcementi. Tuttavia, come si suol dire, non è tutto oro quel che luccica. E’ chiaro, infatti, che se le coppie di titoli sono scelte in modo sbagliato, subirò delle perdite su entrambi i lati dello spread. Per questo è importante avere un metodo per selezionare i titoli e seguirlo scrupolosamente.

Prendiamo un esempio reale di spread aperti qualche tempo fa per comprendere come la direzione del mercato (questa è la notizia davvero interessante) non influisca minimamente sul portafoglio di pair trading. Si tratta di una giornata borsistica particolarmente negativa, in cui l’indice SPMIB aveva rotto i minimi di periodo, provocando una accelerazione ribassista su tutti i principali titoli del listino. Ebbene, il portafoglio di spread, quello stesso giorno, registrava una performance positiva.

La composizione del portafoglio spread era :

Long Saipem – Short Tenaris

Long Buzzi Unicem – Short Italcementi

Long Generali – Short Alleanza

Solo l’ultimo spread era leggermente negativo ma il portafoglio nel complesso restava più che positivo, a fronte di un mercato che faceva registrare perdite di tre punti percentuali.

Con questa tecnica è legittimo affermare che si può guadagnare indipendentemente dalla direzione del mercato, ovviamente le performances assolute variano in base al capitale investito, ma la cosa più importante è che si riesce ad abbassare la volatilità ed il rischio di portafoglio.

Prossimamente approfondiremo la tematica anche con tecniche diverse, infatti è importante sottolineare che quella appena esposta è solo una delle tecniche per operare in Spread, ve ne sono altre con modalità di ingresso e di uscita completamente differenti e che sfruttano la correlazione anche tra 3 o più strumenti finanziari.

Buon trading

Chi sono
Giuseppe Ricci

Il mio interesse per la borsa inizia intorno ai 20 anni, ma poi per varie vicissitudini personali rimane tale fino ai 24 anni circa, dove inizia un vero e proprio percorso di formazione legato ai mercati finanziari, alla crescita personale ed alla PNL. Negli anni ho avuto modo di conoscere e formarmi personalmente con Formatori e Trader italiani ed esteri tra i quali Bruno Moltrasio,Davide Biocchi, Joe Ross e molti altri, che mi hanno dato modo di tradurre in pratica tutte le nozioni teoriche apprese sui tantissimi libri studiati. La formazione personale e la ricerca hanno un ruolo continuo e fondamentale nel Trading ancora oggi , ma l’incontro e il lavoro fatto con Joe Ross nel 2006 ha dato il là a quello che poi sarebbe stato il mio persorso da Trader . Dal 2007 al 2009, ho ricoperto il ruolo di Junior Trader presso la Centurionfx LTD, dove ho avuto modo di crescere , svolgere l’attività di trading execution e di collaborare nella ricerca di nuove strategie, esperienza molto significativa che mi ha permesso di acquisire importanti skills nel trading sul Forex. Dal 2012 Trader privato.