Intesa Sanpaolo, vuole la Bad bank

Scritto il 3 Febbraio, 2014 - 16:37 da Fabio Troglia
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Intesa Sanpaolo, vuole la Bad bank.Vediamo di capire se Intesa Sanpaolo voglia la Bad Bank oppure lo sia veramente,cerchiamo di capire insieme i giochi perversi della finanza.

Bad bank

Bad bank

Intesa Sanpaolo,pensa a fare una Bad bank anche se a parere di tutti non le serve, in termini di patrimonializzazione.Vediamo di capire prima che cosa sia una bad bank.In termini molto semplici si tratta di una società secondaria,in cui far confluire tutti crediti in sofferenza.Il vantaggio è molto semplice,la bad bank non ha gli obblighi di patrimonializzazione della capogruppo,ha molti meno controlli.

La riflessione che fa e che faranno anche altri istituti, è molto semplice.Oggi non ne ho bisogno,ma vedendo come va la situazione in , i miei crediti non hanno altra strada che deteriorasi ulteriormente, costringendomi nel lungo termine a ripatrimonializzarmi nuovamente,quindi è necessario risolvere il problema alla radice.

Io se ragiono a livello finance capisco e approvo l’idea di ,che avendo il suo business in Italia, deve lottare con quello che ha in casa,ma dal punto di vista riflessivo sulla finanza,mi fa ridere.Infatti i governi mettono delle regole a cui nessuno riesce a sottostare,tali regole vengono messe come facciata,ma di fatto poi si creano degli Escamotage,per aggirare le regole che loro stessi hanno messo.

Basti pensare in Italia alla Cassa depositi e presti,in Germani alla Kfw ecc….Come dico spesso, a volte vorrei resettare il mio cervello e non capire più nulla,perché maggiore è la tua conoscenza del sistema e più il disgusto per questi soggetti sale.Parlo di disgusto, perchè comunque loro con questo atteggiamento si nascondono dietro delle carte,truccano la partita,ma questo ha conseguenze reali sulla vita delle persone e questo è davvero molto triste.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.