Inflazione persistente, parità dei tassi di interesse, PPP, Effetto Fisher

Scritto il 8 Luglio, 2013 - 8:00 da Lorenzo Zardi
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Inflazione persistente, parità dei tassi di interesse, PPP, effetto Fisher

Nei precedenti articoli abbiamo accennato, per quanto riguarda i tassi di cambio quali sono le teorie economiche predominanti e più accreditate, come la PPP e la LPU:

https://www.fabiotroglia.com/parita-poteri-dacquisto-la-legge-del-prezzo-unico-1697

https://www.fabiotroglia.com/un-modello-del-tasso-di-cambio-di-lungo-periodo-basato-sulla-ppp-1836

 

Un altro aspetto molto importante da tenere presente è l’approccio che spesso le autorità come le banche centrali usano nei confronti dell’inflazione, dal momento che spesso scelgono un tasso di crescita della moneta, per cui una crescita costante dell’offerta di moneta induce un peculiare incremento costante del livello dei prezzi: tale fenomeno viene definito inflazione persistente.

inflazione dollars

A parità di altre condizioni, la crescita dell’offerta di moneta ad un tasso costante dà origine ad un uguale tasso di inflazione, ma le variazioni di questo tasso non influenzano il livello di produzione di pieno impiego o i prezzi relativi al lungo periodo di beni e servizi

La crescita continua dell’offerta di moneta però incide sul tasso di interesse, e lo possiamo vedere combinando la PPP con la parità del tassi di interesse:

===>  IUSD = IEUR + [(EeUSD/EUR – EUSD/EUR)/ E USD/EUR]

Se gli agenti si aspettano che valga la PPP in termini relativi, la differenza tra i tassi di interesse sui depositi in USD e EUR sarà pari alla differenza tra i tassi attesi di inflazione, lungo il periodo considerato, negli USA e in UE:

  • Pe = livello atteso dei prezzi
  • Πe = aumento % atteso dei prezzi

==> Πe = (Pe – P) / P

===> (EeUSD/EUR – EUSD/EUR) / EUSD/EUR = ΠeUSA – ΠeUE   (se vale la PPP relativa)

Combinando quindi l’ultima espressione con quella della parità dei tassi di interesse,

IUSD – IEUR = ΠeUSA – ΠeUE  => la differenza tra i tasi di interesse deve essere uguale al differenziale atteso di inflazione

 

L’effetto Fisher

A parità di altre condizioni, come un aumento del tasso atteso di inflazione di un paese causa un aumento dello stesso ammontare del tasso di interesse sui depositi denominati nella moneta di quel paese, così una riduzione del tasso atteso di  inflazione comporta una riduzione del tasso di interesse.

Analisi in statica comparata:

  • Tempo t0 = la Banca Centrale USA aumenta il tasso di crescita dell’offerta di moneta da π a π+Δπ
  • In UE π = 0

===> Si formano nuove aspettative di un deprezzamento della moneta più rapido; data la PPP, il USD si deprezzerà da π a π+Δπ e IUSD aumenta a I2USD = IUSD + Δπ

===> IEUR rimane inalterato

===> Il livello dell’offerta di moneta non cresce in t0, ma cambia solo il tasso di crescita futuro: non c’è un aumento immediato dell’offerta di moneta, ma c’è un aumento del tasso di interesse che riduce la domanda di moneta verificando di conseguenza un eccesso di offerta di saldi monetari reali al livello dei prezzi che prevaleva prima di t0 è in t0 per i prezzi USA c’è una sorta di salto.

effetto Fisher

 

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Lorenzo Zardi

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Chi sono
Lorenzo Zardi

Sono laureato in Economia e Finanza, ho maturato interesse per il trading speculativo e per l'analisi tecnica applicata agli strumenti finanziari negli ultimi anni in cui mi sono affiancato a traders professionisti, operatori in strumenti mobiliari e professori universitari. Continuo gli studi universitari nel corso di laurea specialistica in Finanza, Intermediari, Mercati. Ho intrapreso altresì una formazione in un private office di consulenza finanziaria collaborando con professionisti di alto livello nel settore della consulenza e della promozione finanziaria, dell'analisi di mercato macroeconomica, monetaria, tecnico-grafica.