I mercati azionari crollano dopo la Fed?

Scritto il 16 Dicembre, 2015 - 8:33 da Fabio Troglia
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I mercati azionari crollano dopo la Fed? Questa è la domanda che tutti si pongono, ti sottopongo alcuni spunti di riflessione da valutare.

mercati azionari

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Se esaminiamo la situazione, dal punto di vista tecnico è ovvio che in queste ultime settimane, i listini hanno esasperato i toni con discese molto violente. Di fatto hanno solo cercato i minimi da cui fare la ripartenza ciclica, che è avvenuta come previsto ieri. Quindi nel breve, se non ci saranno affermazioni particolarmente negative nel discorso della Yellen di stasera, credo che potremo vedere mercati azionari ancora impostati al rialzo.

Ma ora quello che mi preme trasmetterti è quello che succederà nel futuro dei mercati azionari, perché i mercati sono davvero molto nervosi e sono tantissimi i lettori che mi scrivono impauriti per i loro investimenti.

Se la Fed alzerà i tassi stasera sarà un bene, perché sarà un processo di normalizzazione della politica monetaria che si trova da 9 anni in una fase di anomalia strutturale. Questo comporterà certamente una discesa del listino americano nel medio termine, perché in questi ultimi anni è salito sempre in maniera artificiosa drogato dalla finanza, ma questo è un male?

Assolutamente no, i mercati per essere sani, non possono salire sempre se senza mai una pausa, anche se oggi sembra impensabile dopo tanti anni, vedere un mercato americano negativo. Il punto chiave importante ora, sarà vedere se la Fed avrà le capacità di gestire questa discesa in maniera tranquilla e organizzata, senza creare panico. Questo un po mi spaventa, perché la Yellen sino a oggi a livello comunicativo ha fatto davvero un pessimo lavoro.

Ora, è un momento perfetto per la normalizzazione dei tassi americani, perché nel contempo ci sono delle manovre espansive a livello mondiale che bilanciano la contrazione di valuta americana.

Dal punto di vista dell’economia reale, si sono ormai già creati i presupposti per una ripresa solida, ossia grazie al crollo delle materie prime, infatti è vero che questo nel breve danneggia le aziende del settore, vero che ci saranno dei fallimenti, ossia i piccoli, i più deboli moriranno, ma prezzi bassi significano comuqne più opportunità per le aziende, prezzi finali delle materie prime più bassi e quindi un potere di acquisto per i consumatori finali più elevato.

Quindi dal punto di vista delle politica monetaria globale, ci apprestiamo ad affrontare non una variazione sostanziale, ma a un ribilanciamento, che quindi dal punto di vista della liquidità globale non dovrebbe portare scompensi.

Avremo mercati americani in particolare,  negativi, ma avremo al contempo una economia reale che tenderà a riprendersi e questo bilancerà la grande paura di questi ultimi anni, ossia quella di avere una economia reale negativa con borse negative. Se il mercato azionario scende, ma l’economia reale sale si parlerà semplicemente di una reazione a livello temporale sfasata, se invece al contrario entrambe i settori fossero negativi, potrebbe crearsi panico.

Quindi il 2016 deve esse un anno in cui sarà necessario avere delle posizioni ribassiste in protezione del portafoglio.

Le materie prime, i mercati emergenti a mio avviso hanno toccato il fondo e dopo un primo semestre di stabilizzazione, sugli attuali valori vedranno una lenta, ma stabile crescita per l’inizio di un nuovo ciclo economico, ma questo lo affronteremo meglio in un articolo futuro

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.