Heikin-Ashi, una differente rappresentazione candlestick

Scritto il 25 Aprile, 2013 - 11:33 da Lorenzo Zardi
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Il grafico candlestick Heikin-Ashi e il rumore di mercato

Il grafico a candele Heikin-Ashi risulta oggi ancor poco utilizzato dalla maggior parte degli operatori finanziari, che continuano a prediligere i grafici candlestick classici.

Ogni trader conosce bene quello che viene definito “rumore di mercato”, ovvero quelle irregolarità e anomalie di mercato che si manifestano in elementi grafici di disturbo, come ad esempio gaps o falsi segnali. Le candele classiche giapponesi hanno i pregio di fornire importanti informazioni sulla contrattazione in atto nel timeframe definito in quanto definiscono l’apertura, la chiusura, i massimi e i minimi toccati, nonché la volatilità.

Tuttavia in esse si possono riflettere anche elementi di nervosismo del mercato, elementi di carattere psicologico che spesso possono trarre in inganno un trader e fornire false indicazioni.

Le candele Heikin-Ashi sono candele simili in tutto e per tutto alle candele giapponesi ad un primo sguardo, tuttavia sono costruite con parametri matematici differenti. Il loro vantaggio è quello di attenuare il “rumore di fondo del mercato” e assorbire molti falsi segnali da esso derivanti, permettendo all’operatore di avere un’idea più forte del trend predominante e della forza effettiva presente in esso.

Un grafico Cadlestick e un grafico Heikin-Ashi a confronto

heikin hashi vsclassic candlestick

 

E’ evidente come nel grafico Heikin-Ashi il trend predominante è più definito, c’è meno alternanza tra i tipi di  candele rialziste e ribassiste e molti fasi segnali come il gap evidenziato sono assenti.

Un grafico di questo tipo permette all’operatore di avere una visione più pulita dell’andamento del mercato o della quotazione dello strumento finanziario in esame.

 

La costruzione della candela Heikin-Ashi

Come accennato nell’introduzione a questo tipo di grafico, il metodo di costruzione delle candele Heikin-Ashi è profondamente diverso dal metodo classico utilizzato per le candele giapponesi; per questo tipo di candele si considerano  i seguenti elementi:

  • Chiusura: (apertura + massimo + minimo + chiusura) /4
  • Apertura candela successiva: (apertura precedente + chiusura precedente) /2
  • Massimo: Max {max candela corrente, apertura candela corrente, chiusura candela corrente}
  • Minimo: Min{minimo candela corrente, apertura candela corrente, chiusura candela corrente}

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Lorenzo Zardi

Chi sono
Lorenzo Zardi

Sono laureato in Economia e Finanza, ho maturato interesse per il trading speculativo e per l'analisi tecnica applicata agli strumenti finanziari negli ultimi anni in cui mi sono affiancato a traders professionisti, operatori in strumenti mobiliari e professori universitari. Continuo gli studi universitari nel corso di laurea specialistica in Finanza, Intermediari, Mercati. Ho intrapreso altresì una formazione in un private office di consulenza finanziaria collaborando con professionisti di alto livello nel settore della consulenza e della promozione finanziaria, dell'analisi di mercato macroeconomica, monetaria, tecnico-grafica.