Hedge Founds, panorama in Italia

Scritto il 17 Marzo, 2014 - 9:18 da Fabio Troglia
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Hedge Founds, panorama in Italia.Dal 1999 gli Hedge Funds, dopo aver catturato l’attenzione dei mercati statunitensi, inglesi e svizzeri hanno fatto il loro ingresso nel panorama italiano del risparmio gestito proponendosi agli investitori come un’alternativa rispetto alla tradizionale attività dei fondi comuni di investimento.

Hedge founds

Hedge founds

In gli Hedge Funds sono denominati Fondi comuni speculativi e si distinguono dai prodotti “tradizionali” perché hanno la possibilità di investire in una gamma di strumenti più ampia rispetto agli altri fondi comuni.

I Fondi speculativi, infatti, sono soggetti a una normativa prudenziale più limitata rispetto ai fondi comuni armonizzati e pertanto possono adottare strategie di investimento e/o utilizzare strumenti finanziari che in altri fondi non sono consentiti, oltre ad essere caratterizzati da un profilo di rischio/rendimento più elevato rispetto a quello dei prodotti tradizionali, non adatto a tutte le tipologie di clientela.

Per questa tipologia di fondi è previsto un importo minimo della quota iniziale di almeno 500.000 euro ed il divieto della sollecitazione all’investimento, ma,
a fronte di queste limitazioni, la Normativa Italiana consente alcune deroghe in materia di divieti e norme prudenziali di contenimento del rischio ed una gestione del rapporto con i partecipanti meno stringente: la frequenza di pubblicazione del NAV, ad esempio, può avere una base mensile e si possono prevedere finestre di ingresso e di uscita – con periodi di attesa dei disinvestimenti piuttosto lunghi (spesso più di 40 giorni). Nella prassi dell’industria degli hedge viene talvolta fissato anche un “lock-up period” ossia un periodo prima del quale non è possibile smobilizzare la somma investita.

Alpi Fondi S.G.,R, nell’ambito della libertà concessa dalla normativa, ha preferito adottare un approccio trasparente decidendo di:

– pubblicare il valore della quota giornalmente (NAV giornaliero),

– valorizzare i propri assets a prezzi di mercato,

– gestire sottoscrizioni e disinvestimenti con cadenza giornaliera senza finestre in ingresso o in uscita.

Passando a quello che è il mercato attuale di Hedge Fund in Italia l’offerta è composta sia da fondi single manager che da fondi di fondi Hedge. Il patrimonio gestito in veicoli di diritto italiano attualmente si attesta a poco più di 5.1 miliardi di Euro con investitori che si dividono quasi egualmente tra istituzionali e retail.(cfr.www.mondoalternative.com)

Il mercato principale è quello dei fondi di fondi (53 più 3 fondi di fondi misti rispetto ai 17 single manager).

Nel portafoglio dei fondi di fondi sono presenti altri prodotti già esistenti e che, a seconda degli obiettivi perseguiti e dei principi ispiratori della loro composizione assumono un proprio profilo rischio-rendimento. La diversificazione che il fondo di fondi riesce a ottenere dipende dal livello di correlazione dei sottostanti che decide d’inserire in portafoglio. Questi strumenti hanno come punto di forza un’ampia diversificazione difficilmente replicabile da parte del singolo investitore. Il vantaggio della diversificazione in molti casi viene però controbilanciato dal costo di tali prodotti (in termini di TER – Total expense ratio-) dato che alle commissioni del fondo di fondi si vanno a sommare implicitamente le commissioni dei fondi nel quale lo stesso è investito. I Gestori di fondi di fondi sono professionisti che selezionano i prodotti con sofisticate analisi qualitative e quantitative.

I fondi hedge founds single manager, come abbiamo visto, sono meno numerosi; il motivo di tale asimmetria trova giustificazione sia sotto il profilo della domanda che dell’offerta del mercato di riferimento. Storicamente in Italia infatti i player del settore, quali i principali gruppi bancari, non hanno mai dimostrato grande interesse a sviluppare prodotti single manager dato che questi si configurano come strumenti complessi che richiedono ingenti investimenti in termini di risorse umane e finanziarie sia per la loro costituzione che per la loro gestione; inoltre sotto il profilo della domanda, dati i vincoli normativi e il livello di cultura finanziaria su base nazionale, tali prodotti non sono mai riusciti a trovare una diffusione significativa presso gli investitori del Bel Paese.

Il mercato Italiano dei fondi speculativi ha avuto una buona crescita soprattutto dopo il 2001. La crisi del 2008 ha generato una forte contrazione del settore in seguito a forti deflussi ed alla svalutazione dei patrimoni investiti. Negli ultimi anni la raccolta su tali prodotti è stata positiva anche se il volume dell’industria attuale non è ancora riuscito a raggiungere i livelli pre-crisi.

Nella prossima puntata andremo a spiegare alcune tra le principali strategie adottate dai gestori di fondi alternativi.

La normativa italiana prevede che gli hedge funds non possano essere oggetto di offerta al pubblico. La presente sezione del sito ha esclusivamente l’obiettivo di fornire alcune informazioni sull’attività di gestione e sulle caratteristiche dei fondi hedge ed i suoi contenuti non costituiscono, e non possono essere considerati, un’offerta al pubblico di quote dei fondi speculativi.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.