Grecia, colpirne uno per educarne 18

Scritto il 5 Gennaio, 2015 - 17:08 da Fabio Troglia
Pubblicato in
2748 letture
Tag

Grecia, colpirne uno per educarne 18.Oggi ripartiamo con un approndimento del Dott. Antonio Di Gilio sulla Grecia.

Grecia

Grecia

Forse per qualcuno questa mia disamina sarà quale storia di fanta-politica e fanta-economia ma la sensazione, viste le continue sollecitazioni dei falchi tedeschi è che addirittura si speri nell’autogol greco di uscita dall’euro. Se Syriza vuole la guerra, guerra avrà.

La Grecia è ormai diventata piccola.
Il suo PIL si è contratto del 30% dall’inizio della crisi ( da 340 a 240 milairdi) e perfino l’Egitto nel 2013 ha superato Atene in termini assoluti di PIL.
Il debito pubblico greco ammonta a 330 miliardi del PIL e in mano tedesca ci sono corca 50 miliardi di euro, soldi che sarebbero tecnicamente garantiti, considerato che  dopo l’ultimo haircut tutti i bond ellenici sono andati sotto diritto inglese.
Pertanto non ci potrà essere ristrutturazione unilaterale.

Ristrutturazione del debito greco, i “piccoli” risparmiati dallo swap

Insomma, un costo sostenibile per la Germania con  un ritorno “positivo” sull’mportanza del rimanere dell’Euro secondo l’adagio colpirne uno per educarne 100.

Con i malumori che serpeggiano in ( Grillo) e Francia ( Le Pen) che invocano l’uscita dalla moneta unica, non ci sarebbe nessun miglior spot pro-euro che vedere migliaia di Greci in coda nei negozi di alimentari e farmacie. E’ già avviata la corsa ai Bancomat Grecia, inizia la corsa ai bancomat: solo a dicembre ritirati 2,5 miliardi – Il Fatto Quotidiano ed è molto probabile che con l’approssimarsi della scadenza elettorale vi sia una fuga dei capitali.

L’ingresso nell’Euro è nei trattati elemento obbligato per l’adesione all’UE e pertanto una sua uscita potrebbe portare alla possibilità da parte dei singoli stati di chiudere le proprie frontiere (economiche, commerciali e finanziarie) almeno nell’immediato.
Una Grecia isolata non potrebbe nemmeno godere della svalutazione della nuova dracma e Syrizia si troverebbe con il cerino in mano, mentre i mercati gli butterebbero la benzina.
Tafferugli e gente armata che cerca di tutelare quel poco che ha come nei TG del 2001 della crisi argentina potrebbero bloccare sul nascere le mire dei NO-Euro di tutta Europa
Certo, a quel punto inizierebbe il valzer dei mercati finanziari pronti a scommetterre sulle uscite degli altri paesi (e la svalutazione dell’Euro, non avvenuto nel 2011, ne sta diventando il segnale), ma a quel punto l’effetto terrore sarà maggiore di qualsiasi politica di lacrime e sangue. Ogni paese sarà ben lieto di far sedere la Troika al proprio tavolo

Una Grecia agnello sacrificale sull’altare di un europerismo ormai malato che nulla ha a che vedere con lo spirito dei suoi costituenti potrebbe diventare una realtà.

Autore:

Antonio di Gilio

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.