Fondi Hedge, un mondo da scoprire

Scritto il 17 Settembre, 2013 - 9:45 da Fabio Troglia
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Fondi Hedge, un mondo da scoprire.Nella concezione attuale degli investitori i fondi hedge sono spesso visti come strumenti molto rischiosi, poco trasparenti, responsabili di crack finanziari e attori di rilievo delle ultime crisi economiche mondiali.

Questa è davvero la realtà? Sono strumenti dalla quale bisogna tenersi alla larga il più possibile?

Fondo Hedge

Fondi Hedge

Per approfondire è utile partire da alcuni cenni storici.

Il primo fondo considerato “hedge” è stato quello fondato nel 1949 da A. W. Jones il quale utilizzava una strategia “long/short equity”; la nozione di fondo hedge viene fatta risalire al fondo “A.W. Jones & Co” in virtù di una serie di specificità che, seppur implementate in via embrionale, caratterizzano ancora oggi l’attività dei fondi di tale categoria quali ad esempio l’impiego di strategie decorrelate, l’utilizzo di strumenti di copertura e l’introduzione della commissione di performance.

Il primo fondo hedge era “caratterizzato dalla contemporanea presenza di massicce posizioni corte e di una strategia di copertura dal rischio di mercato. Creando un portafoglio che oggi definiremmo tecnicamente zero beta (cioè in ogni caso neutrale rispetto al mercato), A. Jones si cautelava (con effetto di hedging) dagli esiti dei movimenti dell’indice di mercato, puntando a guadagni derivanti da una sua presunta abilità nella scelta dei singoli titoli. Nonostante l’effetto di hedging rispetto al rischio di mercato, questa era una scelta ad alto rischio specifico per l’assunzione di posizioni su singoli titoli. Peraltro, il fondo ebbe rendimenti assai elevati nei primi anni di vita e ciò determinò la fortuna della scelta terminologica, poi applicata a tipologie molto diverse di fondi.” (treccani.it)

Successivamente negli anni Cinquanta i fondi hedge cominciarono a prendere piede negli Stati Uniti diffondendosi presso diverse categorie di investitori dando inizio ad una fase di sviluppo del settore che è proseguita fino agli anni ’90 quando diversi scandali legati alla manipolazione dei mercati ed a crisi finanziarie di livello sistemico hanno messo un freno allo sviluppo del settore.

Durante questo periodo di crescita sono state sviluppate strategie di investimento sempre più complesse, i fondi hanno beneficiato di un aumento delle masse che sono state impiegate con livelli di leva sempre crescenti e sono state implementate tecniche di copertura tramite l’utilizzo di strumenti derivati.

Oggi rappresentano uno strumento di investimento utilizzato principalmente da investitori istituzionali e privati che ricercano particolari profili di rischio/rendimento decorrelati dall’andamento dei mercati finanziari e strategie sofisticate che non vengono impiegate dai fondi tradizionali; attualmente la nozione di hedge fund o di fondi alternativi viene attribuita a tutti quei fondi che non sono vincolati all’interno del perimetro standard della normativa investendo in particolari asset class o utilizzando strategie che comportano l’utilizzo di leva finanziaria o la possibilità di effettuare short selling. Tipicamente i fondi hedge hanno un numero limitato di investitori ed una soglia all’ingresso in termini di capitale minimo sottoscrivibile.

Guardando superficialmente gli avvenimenti degli ultimi vent’anni si potrebbe pensare che i fondi hedge rappresentino la parte peggiore della finanza, quella votata al mero profitto di managers a discapito di investitori più o meno consapevoli, tuttavia sia nel passato sia nel presente i fondi hedge si sono distinti per essere strumenti ad altissimo valore aggiunto che hanno contribuito alla crescita economica ed al consolidamento del patrimonio degli investitori.

Nella nostra trattazione ci concentreremo sui fondi alternativi europei, ed in particolare quelli italiani, tralasciando la categoria degli hedge fund americani che rispondono ad una normativa differente e sono difficilmente accessibili agli investitori europei. Nelle prossime puntate approfondiremo diverse tematiche relative a questi strumenti cercando di chiarire cosa siano effettivamente, a quali investitori possano interessare, quali rischi si corrono investendo in essi, come sia strutturato il mercato e l’impianto normativo.

La normativa italiana prevede che gli hedge fund non possano essere oggetto di offerta al pubblico. La presente sezione del sito ha esclusivamente l’obiettivo di fornire alcune informazioni sull’attività di gestione e sulle caratteristiche dei fondi hedge ed i suoi contenuti non costituiscono, e non possono essere considerati, un’offerta al pubblico di quote dei fondi speculativi.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.