Fondi alternativi: panoramica europea

Scritto il 31 Ottobre, 2013 - 11:40 da Fabio Troglia
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Fondi alternativi: panoramica europea.Proseguendo nella nostra osservazione sul mondo dei fondi hedge, in questa puntata cerchiamo di fornire un quadro generale del mercato a livello europeo.

Fondi alternativi

Fondi alternativi

 

E’ necessario effettuare una premessa di carattere generale: attualmente in ambito comunitario è in corso un processo di armonizzazione delle singole normative nazionali a seguito della Direttiva 2011/61/UE (AIFMD), volta alla creazione di un mercato omogeneo dei fondi alternativi come già accaduto per i così detti fondi armonizzati ovvero quelli rispondenti alla normativa 2009/65/CE; al momento quindi l’unico modo per poter effettuare un ragionamento comune a livello europeo è quello di prendere in considerazione i fondi non armonizzati alla direttiva 2009/65/CE che per semplicità nella nostra trattazione definiremo UCITS alternativi.

Recenti stime hanno quantificato in circa 2.670 miliardi di Euro la raccolta complessiva in strumenti UCITS alternativi a livello europeo, cifra che costituisce circa il 30% del mercato complessivo del risparmio gestito nella medesima area. I sottoscrittori di questi strumenti sono quasi esclusivamente soggetti europei, la motivazione dello scarso livello di globalizzazione del mercato in oggetto risiede fondamentalmente nelle limitazioni imposte dalle normative a livello distributivo e fiscale che rendono particolarmente complesso l’investimento da parte di attori Statunitensi o Asiatici.

Andando ad analizzare nel dettaglio quali siano i Paesi in cui gli investitori hanno una maggiore propensione agli investimenti in fondi alternativi si nota una correlazione positiva con il grado di sviluppo del mercato finanziario del Paese di riferimento, con il livello di cultura finanziaria e con il tasso di propensione al risparmio dei residenti; a livello Europeo infatti gli stati in cui gli UCITS alternativi hanno preso maggiormente piede risultano essere infatti Gran Bretagna, Svizzera e .

Dati i vincoli normativi e la complessità degli strumenti in oggetto la diffusione presso il pubblico degli stessi è ancora limitata; i principali sottoscrittori dei fondi alternativi europei risultano infatti essere investitori istituzionali tra i quali si possono citare banche, fondi pensione, compagnie assicurative e asset manager. Negli ultimi anni tuttavia si nota un crescente interesse da parte di investitori privati per questa categoria di strumenti; in particolare i soggetti non istituzionali che mostrano il maggiore interesse per i fondi alternativi sono principalmente HNWI (High Net Worth Individuals) che, con il supporto di strutture professionali quali family office o wealth manager, ricercano strumenti di investimento che possano soddisfare esigenze di diversificazione, decorrelazione e di protezione del capitale.

Il mercato europeo degli UCITS alternativi sarà a breve interessato da un radicale mutamento guidato dai cambi normativi in atto (AIFMD); la creazione di un mercato unico a livello comunitario aumenterà il livello di concorrenza tra i vari attori incrementando l’efficienza del settore a favore della clientela. Sono previsti inoltre obblighi di informativa maggiori nei confronti degli investitori. La diminuzione del costo dei prodotti, la maggior trasparenza degli stessi e la possibilità di accedere ad un’offerta molto più ampia genereranno inevitabilmente un mutamento del mercato all’interno del quale non saranno più necessariamente favoriti gli attuali big player.

Nella prossima puntata cercheremo di fornire una panoramica dell’offerta in Italia di prodotti alternativi concentrandoci sui fondi di fondi speculativi e sui fondi speculativi single manager.

La normativa italiana prevede che gli hedge fund non possano essere oggetto di offerta al pubblico. La presente sezione del sito ha esclusivamente l’obiettivo di fornire alcune informazioni sull’attività di gestione e sulle caratteristiche dei fondi hedge ed i suoi contenuti non costituiscono, e non possono essere considerati, un’offerta al pubblico di quote dei fondi speculativi.

 

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.