Expo Milano 2015 in partnership con Expo Dubai 2020 (seconda parte)

Scritto il 4 Agosto, 2015 - 14:00 da Redazione
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Expo Milano 2015 in partnership con Expo Dubai 2020. Giovanni Favilli, Console Generale d’Italia a Dubai spiega quali sono le caratteristiche che fanno di Dubai un modello di successo, una città unica, e quali sono le affinità tra ed Emirati Arabi. (Seconda Parte)

Expo Milano 2015

Expo Milano 2015

Il Console d’Italia a Dubai, Giovanni Favilli, rilascia un’intervista al Wordfolio nella quale parla dei punti chiave che fanno di Dubai un modello di successo, una città unica, e quali sono le affinità tra Italia ed Emirati Arabi.

Di seguito la seconda parte dell’intervista rilasciata al Wordfolio.

Dati i grandi investimenti per costruire le infrastrutture necessarie, pensa ci possa essere un effetto a catena positivo anche per le aziende , come conseguenza alle collaborazioni in atto tra Milano e Dubai?

Certo. Dubai ha sviluppato un modello che io chiamo il “Dubai model”: i vertici vogliono essere i migliori, i numero uno in ogni cosa che fanno. Cercano il meglio in giro per il mondo e ingaggiano coloro che lavoravano su quei progetti, migliorandoli.

Il “Dubai model” richiede molta modestia, richiede di saper imparare dagli altri, richiede tanta ambizione e richiede di volere solo il meglio. Credo che l’Expo Milano 2015 sia un evento di grande successo.

Anche per l’Expo 2020, Dubai imparerà dall’esperienza di Milano e apporterà delle migliorie. Per far questo sono sicuro che le aziende italiane che hanno lavorato bene all’Expo Milano ne beneficieranno.

Per essere certi che il trasferimento del know-how avvenga è stato stipulato un accordo tra le due expo durante la visita del precedente Primo Ministro, Enrico Letta, negli Emirati. L’accordo è stato il primo di questo tipo ed è attualmente in stato di implementazione. La conseguenza logica a tutto questo è che i maggiori talenti che hanno lavorato durante l’Expo 2015 saranno attivi anche durante l’Expo 2020.

Si prevede che l’Expo 2020 creerà un aumento del 25% del Prodotto interno lordo di Dubai nei prossimi 5 anni e circa 20 milioni di turisti parteciperanno all’evento. Se pensiamo all’alleanza strategica con Etihad, quale pensa sarà l’impatto di questa partnership sulle relazioni bilaterali, non solo dal punto di vista economico ma anche da un punto di vista politico?

Come ha detto, l’impatto economico sarà molto significativo ma lo prendiamo per assodato.

L’impatto politico sarà molto importante in quanto porterà i due paesi ad essere molto vicini con Alitalia, compagnia di bandiera italiana, e Etihad, compagnia di bandiera degli Emirati.

L’Italia, a causa della sua forma e della sua posizione geografica, è un ponte naturale per il mondo arabo tra il Medio Oriente e l’Europa. Questo è uno dei punti di forza della nostra relazione con gli Emirati, inoltre riconosciamo il modello degli Emirati come un esempio estremamente positivo, un’oasi di tolleranza ed un governo eccellente nel Medio Oriente che continuamente lotta per l’innovazione e l’eccellenza.

L’alleanza tra Alitalia e Etihad esemplifica il crescente legame politico tra i due paesi.
Plus500

Dubai è diventato un centro di gravità per oro e diamanti, con il 40% del totale di oro fisico tradato a Dubai. Questo è anche il posto in cui la polizia guida Ferrari e Lamborghini. Qual è il contributo del “Made in Italy” nel rafforzamento del brand degli Emirati all’estero?

Quando pensiamo a Dubai e agli Emirati pensiamo al lusso e alla bellezza. L’Italia è il paese in cui creiamo prodotti belli e ben fatti, quindi l’Italia è il naturale fornitore degli Emirati e gli Emirati il naturale consumatore dei nostri prodotti.

La situazione economica europea non è delle migliori al momento. Inoltre, i Russi, che rappresentano una delle popolazioni che maggiormente visitano Dubai, sono al momento colpiti dagli effetti del calo dei prezzi del petrolio e dal valore del rublo.

C’è sempre un qualche shock che si abbatte sull’economia della regione. Ma allo stesso tempo ci sono molti punti di forza e ci sarà sempre mercato per i prodotti belli a prezzi ragionevoli.

Il mercato dei beni di lusso a scopo personale è aumentato molto di recente e con il turismo come uno dei maggiori motori dell’economia, i prodotti italiani a Dubai hanno un ruolo molto importante.

Qual è stata fino ad oggi la cosa che l’ha colpita o sorpresa di più di questo paese?

Quello che mi ha colpito di più è l’abilità di far sì che persone provenienti da diversi percorsi di vita e diverse parti del mondo lavorino insieme in un ambiente pacifico.

Credo che sia la cosa più importante. Gli Emirati Arabi sfidano le idee preconcette del Medio Oriente o del mondo arabo ed emergono come un modello economico di successo e di coesistenza armoniosa che apprezzo molto.

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