Expo Milano 2015 in partnership con Expo Dubai 2020 – prima parte

Scritto il 28 Luglio, 2015 - 14:00 da Redazione
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Expo Milano 2015 in partnership con Expo Dubai 2020. Giovanni Favilli, Console Generale d’Italia a Dubai spiega quali sono le caratteristiche che fanno di Dubai un modello di successo, una città unica, e quali sono le affinità tra ed Emirati Arabi. (Prima parte)

Expo Milano 2015

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Il Console d’Italia a Dubai, Giovanni Favilli, rilascia un’intervista al Wordfolio nella quale parla dei punti chiave che fanno di Dubai un modello di successo, una città unica, e quali sono le affinità tra Italia ed Emirati Arabi.

Di seguito la prima parte dell’intervista rilasciata al Wordfolio.

In seguito agli sfortunati attacchi che hanno colpito alcuni dei Paesi del Golfo, tra cui il Kuwait, come pensa che il deteriorarsi della sicurezza nella regione del Golfo possa impattare su Dubai?

La situazione può essere vista sotto due diversi punti di vista: uno positivo ed uno negativo.

Il positivo è che Dubai è sempre stato un paradiso in termini di sicurezza nella regione, una terra sicura in cui le persone hanno potuto spostarsi e rifugiarsi quando qualcosa di negativo accadeva nei loro paesi. Alcuni esempi: la guerra civile in Libano degli Anni 70, la rivoluzione irachena nel 1979 o la difficile situazione dei rifugiati palestinesi.

Inoltre, come ha riportato il New York Times nel 2012, un importante numero di Afghani ha acquistato proprietà a Dubai prima che le truppe straniere lasciassero il territorio.

Abbiamo visto Dubai crescere con la Primavera Araba e con l’incremento dell’insicurezza nel Medio Oriente. Inoltre, storicamente, Dubai ha beneficiato dell’instabilità dei paesi vicini.

Allo stesso tempo, nessuno può essere felice da solo. Non puoi sentirti sicuro se intorno a te ci sono problemi dappertutto e i recenti eventi in Kuwait e Tunisia dimostrano che non ci sono posti completamente sicuri. Non ci sono posti in cui si possa essere assolutamente esenti dagli attacchi terroristici, specialmente i luoghi aperti , tolleranti e nei quali la coesistenza tra Occidentali e Arabi è pacifica, come a Dubai.

Quello che dobbiamo ricordare è che il primo nemico del fondamentalismo sono i governi moderati secolari, non i governi Occidentali o gli Occidentali.

Dubai offre diversi incentivi agli investitori globali. Ad esempio, offre più di 20 free zones. Qual è il suo punto di vista in merito al modello delle free zones?

Il modello delle free zones è un modello di successo. Nelle free zones gli investitori possono evitare la legislazione, onnipresente nei Paesi del Golfo, nei quali per fare azienda c’è bisogno di un partner locale che possegga il 51% delle azioni dell’azienda.

C’è un grande risparmio dato dalle importazioni esenti da tasse e dal rimpatrio dei profitti.

Inoltre a Dubai ci sono servizi eccellenti e poca burocrazia. Negli Emirati in particolare, gli investitori possono avere il meglio sotto diversi punti di vista: il vantaggio di avere un hub che serve tutti i principali aeroporti del mondo, insfrastrutture e servizi logistici di alto livello e abbondante forza lavoro proveniente dal Subcontinente Indiano e dall’Asia in generale che è abbastanza esperta e a basso costo.

Tutto questo rende le free zones negli Emirati attrattive per gli investitori.
Plus500

Visto il modello di business imprenditoriale guidato dalla famiglia negli Emirati e l’approccio tipicamente americano per quanto concerne il settore pubblico, quali pensa siano i vantaggi di far business negli Emirati?

Noi Italiani conosciamo bene i modelli di business incentrati sulla famiglia. Conosciamo abbastanza bene vantaggi e svantaggi; tra i primi, il vantaggio di creare un marchio forte e solido e il fatto che l’amore per il lavoro e le competenze si passano di generazione in generazione. Allo stesso tempo però si può anche assistere ad un degrado di questo modello, in quanto a volte è difficile che il business progredisca con le generazioni.

A volte il padre è un fantastico imprenditore, ma il figlio non lo è abbastanza per seguire il cammino del padre.

Allo stesso tempo, gli Italiani comprendono questo tipo di dinamica e sono sempre disponibili ad offrire la flessibilità necessaria per lavorare con i partner arabi.

Quale pensa possa essere l’impatto dell’Expo 2020 a Dubai e negli Emirati? Ha assistito a numerosi cambiamenti nella città in preparazione a questo evento?

L’Expo è fondamentale per la trasformazione degli Emirati da paese petrolifero ad economia diversificata.

Gli Emirati hanno saputo allontanarsi dal petrolio con grande successo. Il Prodotto interno lordo di Dubai è basato sul petrolio solo per il 3-4% ed è già focalizzato invece su commercio, turismo, servizi finanziari, immobiliare ed altri business non correlati al petrolio.

Ci aspettiamo grandi investimenti e grande crescita, specialmente dovuti allo sviluppo delle infrastrutture. Il progetto principale è l’espansione della linea della metro e il completamento dell’aeroporto internazionale Al Maktoum International, che diventerà il più grande aeroporto del mondo una volta raggiunta piena capacità.

Inoltre, l’Expo 2020 creerà una serie di opportunità per lo sviluppo del settore immobiliare, per l’hospitality (hotels) e per tutti i business connessi.

L’obiettivo finale dell’Expo è far sì che Dubai diventi una delle più eleganti città a livello del mondo e tra le più desiderabili a livello turistico.

 

– Non perdere la seconda parte dell’intervista al Console d’Italia a Dubai, Giovanni Favilli, la prossima settimana.

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