Euro/dollaro perchè non si deprezza?

Scritto il 18 Febbraio, 2014 - 16:15 da Fabio Troglia
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Euro/dollaro perchè non si deprezza? Molti se lo chiedono,noi non abbiamo la sfera magica,ma possiamo fare delle considerazioni,cercando di vedere il problema da diverse angolature.

Euro/dollaro

Euro/dollaro

Con la volontà di essere sempre indipendente,di dare una visione il più oggettiva possibile,oggi pubblichiamo un bella riflessione,differente dal mio pensiero,ma equlibrata dell’amico lettore Antonio Di Gilio:
Con l’inizio del tapering da parte della FED in molti ritenevano che sarebbe iniziato il calo, anche piuttosto forte dell’euro nei confronti del dollaro americano. La continua riduzione di liquidità da parte della banca centrale americana sarebbe dovuta essere l’inizio della discesa del biglietto verde soprattutto nei confronti della moneta unica. Tuttavia, gli operatori ( in parte a ragione) ritengono che l’aspetto finanziario abbia un valore determinante, ma a mio avviso sbagliano se teniamo conto di due fattori importanti che regolano il mercato reale: – il forte deficit delle partite correnti americane che oscilla intorno ai 400 miliardi di dollari l’anno; – il forte surplus delle partite correnti dell’euro-zona che ha toccato la cifra di 220 miliardi di euro nel 2013 L’impatto di queste cifre sul mercato dei cambi ha un’influenza rilevante, soprattutto se teniamo conto di due fattori: 1) Gli USA sono tornati a crescere e questo significa che i consumatori americani torneranno ad acquistare prodotti stranieri, probabilmente aumentando il deficit al netto dell’energia. Senza dimenticare che obiettivo della FED è la crescita e non l’inflazione e pertanto saranno i consumi a trarne vantaggio 2) L’euro-zona (leggasi Germania) non pare voglia invertire la rotta sulla strada del miglioramento di bilancio. Sono infatti i paesi PIGS che più di altri hanno migliorato le proprie partite correnti (deprimendo le importazioni). L’ ha raggiunto un surplus di 30 miliardi ( 85 miliardi al netto dell’energia), una cifra enorme., fatto da un crollo delle importazioni e una tenuta se non addirittura crescita delle esportazioni Infine, la BCE a differenza della FED come unico obiettivo ha la tutela dell’inflazione e pertanto finchè non si cambierà lo statuto, saranno proprio i soggetti finanziari a poter scontare investimenti non erosi dal costo del denaro. Non è un caso che i buoni del tesoro legati all’inflazione siano andato a ruba. Evidentemente il mercato sconta molto più di quello che si ritiene l’effetto inflazione Non da ultimo non bisogna dimenticare che le merci europee, sono molto competitive sui mercati globali. Infatti sono addirittura aumentate nonostante il tasso di cambio non le abbia certamente favorite. Pertanto a mio avviso il range del tasso di cambio si terrà per molto tempo in uno stato perenne di limbo nei valori tra 1,34 e 1,38, almeno fin quando non ci saranno cambiamenti non di politica monetaria, ma una volta tanto di politica economica Antonio Di Gilio,
Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.