Due modi differenti di vedere i mercati finanziari

Scritto il 10 Novembre, 2016 - 13:33 da Fabio Troglia
Pubblicato in
1404 letture
Tag

Due modi differenti di vedere i mercati finanziari. Oggi ti racconto cosa vedo io nei numeri, io ormai riesco a guardare solo questo.

upside-down-trailer

Noi posiamo scegliere di osservare il mercato, con gli occhi dei media delle singole oscillazioni di prezzo di un singolo indice oppure cercare di osservare milioni d’informazioni contemporaneamente e capire dove andare investire. Noi prima di tutto dobbiamo capire che cosa sta succedendo nei mercati e solo dopo saremo in grado di fare un investimento, di tenere le posizioni aperte, ma entriamo nel vivo:

-Vittoria di Trump ha dato forte vigore al dollaro,che sarà il tema forte dei prossimi mesi.Dollaro forte contro tutti.

-Prezzi dei Treasury americano a picco, ma siamo solo all’inizio.sc

-Prezzo delle materie prime in forte salita, servono per stimolare l’inflazione e danno ancora più carburante a futuri rialzi dei tassi di interesse americani.

Questi dati oggettivi hanno delle conseguenze di breve e di lungo che vanno analizzate:

-I mercati emergenti andranno nuovamente in grande sofferenza. Da un aperte ci sarà un dollaro forte, dall’altra tassi dei Treasury americani sempre più alti ch faranno per forza salire i rendimenti che devono pagare questi paesi.

-La salita dei rendimenti dei Treasury, la salita dei tassi americani, farà si che dal 2017 anche la Bce valuterà di seguire lo stesso percorso, quindi abbiamo dopo tanti anni sui mercati, un fenomeno di contrazione di liquidità globale. Anche il Giappone non potrà andare avanti all’infinito con il Qe che non ha portato da nessuna parte.

-In abbiamo ancora il problema banche, non risolto e adesso la svalutazione dei Btp italiani.Ogni tanto la speculazione si dimentica di questi aspetti, ma non vuol dire che essi siano risolti.

…vi lascio leggere questa importante riflessione che condivido al 100%:

L’inattesa vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane aumenta le possibilità che al referendum del 4 dicembre la riforma costituzionale di Matteo Renzi venga respinta, secondo Roberto D’Alimonte professore di Scienze Politiche all’Università Luiss di Roma.

“Se concordiamo sul fatto che il fattore decisivo dietro la vittoria di Trump è il sentimento anti-establishment e anti-elite della classe e anche di quella media, allora questo fattore è contro Renzi perchè in questo momento è lui a rappresentare per molti l’establishment in Italia”, ha detto D’Alimonte a Reuters.

“Su questa stessa linea interpretativa il voto al referendum è una occasione per punirlo e per cacciarlo”.

Il segretario del Partito Democratico aveva detto che si sarebbe dimesso nel caso in cui la consultazione elettorale del mese prossimo bocciasse la sua proposta di mettere fine al bicameralismo perfetto. Nelle ultime settimane ha però detto di aver fatto un errore nel legare l’esito del referendum al suo destino politico, senza più chiarire cosa intenda fare se prevalessero i no.

I favorevoli sostengono che la riforma snellirà il processo decisionale. I contrari, ossia tutte le opposizioni da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, alla Lega Nord e ad una minoranza del Partito democratico, ritengono che renderà il sistema legislativo più complicato e il bilanciamento dei poteri meno equilibrato.

Quasi tutti i sondaggi danno in vantaggio i no ma gli indecisi rappresentano ancora una quota considerevole degli elettori e il fronte del sì mostra fiducia nella volontà della maggioranza degli italiani di non aprire una nuova stagione di incertezza politica.

Se vincessero i no, Camera e Senato dovrebbero essere eletti con due diversi sistemi elettorali e si aprirebbero tre scenari, dice D’Alimonte.

Nel primo si andrebbe al voto anticipato con le due diverse leggi elettorali.

Nel secondo Renzi resterebbe al suo posto per approvare una nuova legge elettorale comune per i due rami del Parlamento e andare al voto nel 2017 o alla scadenza naturale della legislatura nel 2018. Nel terzo viene formato un governo tecnico che riforma la legge elettorale e può durare fino al 2018.

D’Alimonte, che è stato uno dei principali artefici dell’attuale legge per la Camera o Italicum con premio di maggioranza e doppio turno, si sente di escludere la prima ipotesi.

Più probabile che si arrivi ad una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale e ad un governo sostenuto dal Partito democratico e da Forza Italia, per evitare la vittoria del movimento anti-establishment dei 5 Stelle.

“Anche in Italia stiamo andando nella direzione del resto d’Europa dove i partiti tradizionali si coalizzano contro i movimenti anti-establishment”, ha detto D’Alimonte.

(Giselda Vagnoni)

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.