Crollo del 1929, la storia si ripeterà

Scritto il 26 Luglio, 2013 - 11:41 da Fabio Troglia
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Crollo del 1929, la storia si ripeterà.Non è un auspico il mio ma una constatazione oggettiva della realtà,che si ripete nel tempo nella sua essenza,ma si manifesterà oggi in maniera più violenta.

Crollo del 1929

Crollo del 1929

Prima di lasciarvi a qualche info di natura storica,che a mio avviso sono molto inquietanti, perchè descrivono la situazione odierna in maniera strabiliante,vi sottolineo che il crollo del 1929 si ebbe a seguito di riduzione di liquidità sui mercati. Oggi:

-La Fed ha deciso di ridurre prima, e poi terminare il piano espansivo.

-I dati del Giappone, fanno pensare che che la banca giapponese abbia già assolto il suo compito espansivo.

-Alcuni paesi Brics stanno alzando i tassi di interesse.

Stiamo assistendo ad un fenomeno di invesrione globale di liquidità, che a mio avviso determinarà da qui al prossimo anno una crisi sui mercati, peggiore del crollo del 1929,perchè oggi viviamo in un sistema più fortemente interconnesso e in un sistema a leva stellare.

Vediamo che cosa accadde nel  crollo del 1929 (fonte Wikipedia):

La grande depressione, detta anche crisi del ’29, grande crisi o crollo di Wall Street, fu una grave crisi economica e finanziaria che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni venti, con forti ripercussioni durante i primi anni del decennio successivo. La depressione ebbe origine da contraddizioni simili a quelle che avevano portato alla crisi economica del 1873-1895, mentre l’inizio si ebbe negli Stati Uniti con la crisi del New York Stock Exchange (la borsa di Wall Street) avvenuta il 24 ottobre del 1929 (giovedì nero), cui fece seguito il definitivo crollo (crack) della borsa valori del 29 ottobre (martedì nero), dopo anni di boom azionario.

La depressione ebbe effetti recessivi devastanti sia nei paesi industrializzati, sia in quelli esportatori di materie prime con un calo generalizzato della domanda e della produzione. Il commercio internazionale diminuì considerevolmente e con esso i redditi dei lavoratori, il reddito fiscale, i prezzi e i profitti. Le maggiori città di tutto il mondo furono duramente colpite, in special modo quelle che basavano la loro economia sull’industria pesante. Il settore edilizio subì un brusco arresto in molti paesi. Le aree agricole e rurali soffrirono considerevolmente in conseguenza di un crollo dei prezzi fra il 40 e il 60%. Le zone minerarie e forestali furono tra le più colpite, a causa della forte diminuzione della domanda e delle ridotte alternative d’impiego occupazionale.

Leggere con molta attenzione:

La Scuola austriaca ha elaborato una teoria in merito alle cause della Grande Depressione che si discosta nettamente dalla visione comune, almeno per ciò che concorre alla crisi iniziale interna statunitense.

L’economista appartenente a tale scuola che più di tutti ha trattato questo argomento è stato lo statunitense Murray N. Rothbard, che, nella pubblicazione La Grande Depressione datata 1963, ha esposto la sua teoria per cui la crisi del ’29 sarebbe stata causata non dall’eccessivo libero mercato, come sostenuto da molti, bensì al contrario dall’eccessivo interventismo statale nell’economia americana a partire dagli anni dieci con il presidente Woodrow Wilson.

La causa principale secondo Rothbard sarebbe stata la politica monetaria tenuta dalla Federal Reserve a partire dalla sua creazione, nel 1913 (sebbene la Federal Reserve sia, come molte altre banche centrali, un organismo indipendente dal governo). La continua espansione del credito ottenuta attraverso tassi tenuti artificialmente bassi e il successivo inevitabile rialzo dei tassi avrebbe causato una reazione a catena che ha portato poi al famoso giovedì nero.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.