Cina ancora tagli

Scritto il 12 Maggio, 2015 - 14:00 da Redazione
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Cina ancora tagli. La banca centrale cinese ha tagliato i tassi di interesse per la terza volta in sei mesi per sostenere un’economia che sta lottando con debito eccessivo e crollo dei prezzi nell’immobiliare.

Cina ancora tagli

Cina ancora tagli

La banca centrale cinese ha tagliato i tassi di interesse per la terza volta in sei mesi per sostenere un’economia che sta lottando con debito eccessivo e crollo dei prezzi nell’immobiliare. La banca cinese ha ridotto i tassi di prestito annuali dello 0.25%, così come i tassi di deposito annuali. L’inflazione rimane debole, le importazioni ed esportazioni sono entrambe diminuite nel mese passato, i capitali si spostano all’estero, il governo locale è impegnato a ripulire il debito.

L’economia cinese ha bisogno di stimoli importanti per tornare in piedi, ma le facilitazioni monetarie non sono sufficienti, c’è bisogno di una manovra fiscale per aumentare la domanda, dice Frederic Neumann, a capo dell’Asian economics research di Hong Kong, presso l’HSBC Holding Plc.

Le azioni cinesi sono salite insieme ai titoli azionari di tutta la regione, i tassi di interesse dei cambi sono crollati al livello più basso degli ultimi tre anni e lo yuan in circolazione è diminuito. La banca popolare cinese ha diverse alternative da utilizzare per risolvere la situazione, sta accelerando le riforme, controllando la volatilità della domanda esterna, il livello generale di inflazione è basso, il tasso di interesse reale è sotto la media storica, pertanto, secondo la Banca popolare cinese, c’è spazio per far leva sul tasso di interesse.

Le autorità hanno attuato un piano su più fronti combinando il taglio dei tassi di interesse con un abbassamento del coefficiente di riserva delle banche ed iniezioni di liquidità alle banche. Un settore che ha beneficiato di queste politiche è proprio quello azionario, con l’indice di Shanghai in impennata all’inizio di marzo e fino alla settimana scorsa.

Un passo che le autorità sono riluttanti a compiere è lasciare che lo yuan si deprezzi rispetto alle altre monete emergenti. Sebbene un tasso di cambio più vantaggioso aiuterebbe le esportazioni attualmente in calo, allo stesso tempo potrebbe creare dei problemi e stimolare la fuga di capitali all’estero.

 

La Banca popolare cinese ha aumentato il tetto di deposito al 150% del benchmark, un ulteriore allentamento della repressione finanziaria. Questo taglio degli interessi asimmetrico vuole favorire le aziende abbassando i costi, lasciando il tasso di deposito quasi invariato per mantenere l’attrattiva ed evitare deflussi dal mercato finanziario.

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