Cigno Nero in borsa, ecco il suo nome

Scritto il 3 Febbraio, 2016 - 7:27 da Fabio Troglia
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Cigno Nero in borsa, ecco il suo nome. A mio avviso le condizioni ci sono, ma attenzione a capire quale potrebbe essere il suo nome.

Cigno nero

Cigno nero

La mia vision sui mercati, tutti la conoscete credo che nel breve ci possa essere un rimbalzo dei prezzi, per poi avere un grosso crollo di borsa, perché ci sono degli aspetti molto interessanti in tal senso. Questa situazione io la sfrutto dal punto di vista operativo, con lo spread trading, short Sp500 e long Ftse Mib, dove lo short Sp500 è molto più pesante che il long Ftse Mib, lo preciso perché mi piace essere chiaro, tali posizioni sono ben evidenzate in numeri sul portafoglio del trader.

L’analisi di questa situazione, serve per prendere delle posizioni di lungo che ci possono fare guadagni unici, a me successe nel 2007, quando fu il caso del crollo del listino italiano che passò da 45000 mila punti a 12000 mila, ora ci sono condizioni analoghe, ma non sul listino italiano.

Il settore che trainerà al ribasso le borse a mio avviso, sarà il settore bancario americano, ora ti spiego il mio ragionamento e gli indizi che ho visto in passato e che rivedo oggi:

-Perchè ci sia un cigno nero, l’evento deve essere inaspettato, come avvenne con i mutui sub prime. Nei prossimi mesi a mio avviso, da oggi all’indomani, verrà fuori che qualche banca americana rischia il default.

-Mercato americano, unico dove non c’è la banca centrale a sostegno dei prezzi, anzi si trova in fase di contrazione monetaria, effetto che in caso di crisi acuisce la situazione.

-La borsa americana si trova su dei massimi storici assoluti, quindi anche tecnicamente su dei livelli che giustificherebbero un crollo.

Ma perché proprio le banche americane? Il suo nome si chiama petrolio.Il prezzo del greggio ha subito un tracollo importante, tutti guardano ai paesi produttori e fanno bene, ma i risvolti più gravi li hanno le compagnie petrolifere, soprattutto se come sembra, il prezzo del petrolio rimarrà basso almeno per qualche anno. Ma le compagnie petrolifere fanno meno fatturato, licenziano e deteriorano le loro riserve, ma i soldi alle multinazionali chi li presta?

Le banche americane non sono certo sanissime a livello strutturale e questo lo abbiamo visto nella crisi dei mutui sub prime, questo un primo problema. Hanno subito un colpo durissimo secondo me, con i debiti delle shale oil, ma qualcuno ne ha parlato? Primo segno grave.Un settore che era super fiorente sino a qualche mese fa è letteralmente sparito dal mercato e i debiti, i crediti deteriorati? Ora che si è capito con quasi certezza, che i prezzi del greggio saranno bassi per parecchio, iniziano ad arrivare i primi profit warning del settore dei big e allora sono dolori.

Infatti, in particolare Sp500 che io credo sia il cavallo di battaglia più interssante al ribasso per il 2016, diventa esplosivo. Abbiamo le aziende petrolifere in difficoltà, ma questo è un fatto noto, ma se vanno in difficoltà le banche americane?

Oggi stiamo assistendo a nulla, in confronto di quello che ci sarà in futuro, ma soprattutto l’attenzione ora e concentrata sul Ftse Mib, che insieme alle altre piazze europee ha dietro la banca centrale, basta che a Marzo si paventi idea di acquistare azioni oltre che i bond…ma gli Usa, loro chi li salverà?

Ti ricordo che tutti i crolli di borsa si sono verificati per:

-Evento scatenante imprevisto.

-Mancanza di liquidità sul mercato.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.