CIGNO NERO 2020: QUALI LE CONSEGUENZE PER I MERCATI FINANZIARI?

Scritto il 7 Ottobre, 2020 - 8:48 da Fabio Troglia

La teoria del cigno nero è una metafora che descrive un evento non previsto, che ha effetti rilevanti e che, a posteriori, viene razionalizzato inappropriatamente e giudicato prevedibile.

La teoria è stata sviluppata da Nassim Nicholas Taleb per spiegare:

  1. L’importanza sproporzionata di determinati eventi di grande impatto, difficili da prevedere e molto rari, che esulano da ciò che normalmente ci si attende in campo storico, scientifico, finanziario e tecnologico.
  2. L’impossibilità di calcolare con metodi scientifici la probabilità di tali eventi rari e carichi di conseguenze (a causa della natura stessa delle probabilità molto piccole).
  3. Le distorsioni psicologiche che impediscono alle persone (sia come individui sia come collettività), di cogliere l’incertezza e il ruolo enorme degli eventi rari nell’andamento della storia.

Spesso focalizziamo la nostra attenzione sulla ricerca dei Cigni neri, quando, a mio avviso, sarebbe più importante osservare le conseguenze che questi creano.

Con l’avvento del Covid abbiamo assistito al nascere del nuovo cigno nero 2020.Ma, seppure abbiamo visto oscillazioni pazzesche, temo non abbiamo ancora visto il vero volto di queste evento, le vere conseguenze che questo fenomeno può determinare sui mercati. I miei sistemi di analisi danno come probabile,ma non certo il verificarsi di un crollo delle quotazioni dei mercati finanziari tra Ottobre 2020 e Marzo 2021.
I danni peggiori sui mercati si verificano quando si osserva un effetto contrario a quello voluto, spesso ha natura tecnica e quindi può lavorare per molto tempo indisturbato facendo danni tremendi.
La mia osservazione e i miei sistemi di analisi evidenziano nello Yield del 30 anni americano l’elemento da verificare con la massima attenzione, ma perché?

La Fed, la banca  centrale più  importante al mondo,  ha dichiarato di voler tenere i tassi di interesse bassi per molti anni, ha investito insieme a tutte le banche centrali mondiali un quantitativo di denaro mai visto nella storia.Ora capisci bene che, se invece i tassi dei bonds cominciassero a salire ci troveremmo di fronte ad una situazione in cui il mercato sembrerebbe quasi voler apparire più forte della stessa banca centrale e andasse pertanto nella direzione opposta.

Ma quali sono gli effetti devastanti di tale processo?


– Se tale fenomeno dovesse diffondersi anche in Europa ci troveremmo con gli stati in ginocchio a livello economico, al massimo della loro esplosione debitoria e i tassi inizierebbero a salire. In primis sarebbe terribile la posizione del’Italia che è  il paese più debole a livello di rapporto Debito/Pil.

– Una violenta salita dei tassi, se non accompagnata da una forte inflazione, darebbe agli investitori USA una grande opportunità, un’alternativa di investimento all’azionario. Quindi i due settori che potrebbero essere fortemente colpiti sarebbero:


– il Nasdaq.

 -Metalli preziosi.

I due settori in cui tutti hanno investito come forma di difesa e crescita, quindi ci potrebbe essere una fuoriuscita di denaro davvero importante. In aggiunta, il Gold, considerato un bene rifugio, creerebbe ancora maggiori problemi passando da bene rifugio appunto a bene ad alto rischio.

Breve inciso per migliorare la comprensione sul Gold.Oggi questo asset viene acquistato perché il differenziale tra tassi di interesse e inflazione,quindi fa perdere denaro a chi detiene denaro cash.Se invece i tassi fossero molto alti, o comunque più alti dell’inflazione, gli investitori andrebbero verso i bonds non verso Oro.


Se dovessero salire i rendimenti USA, si assisterebbe ad una corsa ad investire in dollari, con un rafforzamento del dollaro non un indebolimento dello stesso, come tutti pensano.Infatti le valute salgono e scendono in base al differenziale tassi. Tassi maggiori e più attrattivi, maggiore é il numero di bonds acquistati in quella divisa. Da ricordare inoltre che il mondo é guidato dal debito, non dall’ equity, infatti il debito vale circa tre volte il valore dell’ equity globale.


Quindi che cosa abbiamo in pratica?

Un evento non previsto, il cui movimento costringerebbe gli operatori a modificare la loro assets allocation in gran fretta, creando una volatilità pazzesca.Una salita dei tassi senza controllo potrebbe anche costringere, o mettere molte aziende che devono rifinanziarsi sul mercato, in grande difficoltà e se dovessero spuntare tassi troppo alti si potrebbe anche parlare di Default.
Io ho sempre sostenuto che il vero problema dei mercati non sarebbe avvenuto in questa fase in cui le banche centrali erano in campo con molto denaro, ma quando queste ultime avrebbero dovuto uscire dai giochi e alzare i tassi. Ahimè si sta verificando una scenario ancora più nefasto, ossia i tassi salgono già ora e, senza il consenso delle banche centrali, quindi con la paura chi potrà ora salvare i mercati?
Il mio suggerimento é quello di prendere questo articolo come un elemento del puzzle globale, come un supporto per analizzare la propria posizione attuale sui mercati da un altro punto di vista. Un elemento di cui tenere conto e tenere inoltre sempre a mente che viviamo in tempi molto difficili e complessi. Non prendete questo articolo come nient’altro per oro colato, ma tenetene conto nei vostri sistemi di gestione del rischio, ipotizzate come vi comportereste se questo scenario dovesse verificarsi ed agite di conseguenza. 

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.