Charles Dow, inventore dell’analisi tecnica

Scritto il 11 Aprile, 2013 - 6:38 da Fabio Troglia
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Charles Dow, inventore dell’analisi tecnica

Le origini storiche dell’analisi tecnica si è soliti ricondurle agli studi dell’americano Charles Dow, fondatore del celebre “The Wall Street Journal”, nonché, assieme al celebre Edward Jones, ideatore dell’omonimo indice azionario nordamericano, il Dow-Jones, all’epoca diviso in DJI (Dow Jones Industrials) e il DJR (Dow Jones Rails) rispettivamente il primo riguardante la produzione, il secondo la distribuzione, essendo i due settori economici più importanti in quegli anni.

Ciò che Charles Dow fece fu analizzare questi due indici per prevedere i cicli economici futuri, senza tuttavia mai menzionare il loro utilizzo come strumento di previsione dei mercati azionari.


>Dobbiamo al suo successore al

“The Wall Street Journal”, William Peter Hamilton, l’organizzazione e lo sviluppo dei pensieri di Charles Dow in un unico testo, “The Stock Market Barometer”, pubblicato solo nel 1922, in cui illustrò la possibilità di applicare tali principi per la previsione dei futuri andamenti di mercato per la speculazione finanziaria.

Ma la “Dow Theory” così come oggi la conosciamo si deve al Robert Rhea, autore della medesima nel 1932, dove viene esplicato in modo particolareggiato un sistema teorico di previsione di borsa:

  • Gli indici scontano tutto

Tutto quello che il mercato è in grado di conoscere è assimilato e scontato nei prezzi.

  • Il mercato presenta tre trend:

 Analisi tecnica

  • Major trend: si tratta della tendenza principale di lungo periodo dell’andamento dello strumento finanziario in esame, viene definito Bullish l’andamento di fondo rialzista; viene definito Bearish l’andamento di fondo ribassista. Dura generalmente da diversi mesi a diversi anni.

 

 

 

 

 

  • Intermediate trend: si tratta di movimenti ed andamenti di carattere opposto all’andamento Major, ovvero dei ritracciamenti, solitamente di durata compresa tra diverse settimane e alcuni mesi, che possono arrivare a coprire da un terzo a due terzi dell’intero progresso del Major trend

 

  • Descrzione del trend

 

  • Minor trend: si tratta di ritracciamenti positivi o negativi di limitata durata e di scarsa rilevanza, solitamente di durata compresa tra i diversi giorni ad alcune settimane

Analisi tecnica 3

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mercato presenta sei fasi

  • Accumulazionela maggior parte degli investitori è ancora convinta di essere in una fase del mercato a ribasso, mentre invece le mani forti iniziano ad acquistare a prezzi scontati sui minimi convinti che la fase ribassista sia ormai finita, lo fanno gradualmente, per non spostare il prezzo a rialzo. Assistiamo quindi ad una fase di lateralità dopo una fase ribassista.

  • Convinzione: dopo che i prezzi iniziano a salire, si diffonde la convinzione che un nuovo trend Bullish è nato, e comincia a serpeggiare l’ottimismo.

  • Speculazione: si tratta dell’ultima fase di rialzo: le quotazioni continuano a crescere ed entrano a mercato anche le mani “deboli” spinte soprattutto dalle notizie mediatiche a riguardo e dall’ottimismo generale, non consapevoli di stare entrando a mercato con posizioni a rialzo proprio sui massimi.

  • Distribuzionele mani “forti” comprendono che ormai si è arrivati ai massimi ed il trend “bullish” è agli sgoccioli, per cui iniziano a liquidare le proprie posizioni ed incassare le plusvalenze; si viene così a creare un movimento laterale sui massimi, chiamato “top”.

  • Panicosi manifesta il primo crollo dei prezzi, e gli operatori con i titoli in portafoglio vendono al meglio per salvarsi dal ribasso generale.

  • Frustrazioneè l’ultima fase del mercato, in cui i prezzi ritornano al minimo e spesso i piccoli risparmiatori che avevano comprato durante la fase di speculazione, ovvero quasi sui massimi, per paura di ulteriori tracolli vendono quanto hanno in portafoglio. 

Analisi tecnica,teroria di Dow

Analisi tecnica,teroria di Dow

 

 

 

 

 

 

Autore

Lorenzo Zardi, Dott in Economia e Finanza

 

 

 

 

 

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.