Bugatti a Dubai: intervista a Massimiliano Ferrari

Scritto il 21 Ottobre, 2015 - 14:00 da Redazione
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Bugatti a Dubai: intervista a Massimiliano Ferrari. Il brand automobilistico di lusso ha recentemente firmato un accordo con il colosso locale del real estate, Damac Properties, per la creazione di un progetto abitativo di lusso.

Bugatti a Dubai

Bugatti a Dubai

Il brand automobilistico di lusso Bugatti ha recentemente fatto capolino a Dubai per unire le sue forze al colosso locale nel settore real estate Damac Properties. I due brand hanno realizzato un nuovo progetto dal nome Ettore 971: si tratterà di soluzioni abitative di lusso in stile Bugatti che entreranno a far parte del progetto AKOYA Oxygen di Damac.

Questo progetto vedrà l’integrazione di una Bugatti Veyron al centro del quartiere abitativo, circondata da pannelli in vetro, per trasmettere l’idea dell’auto come pezzo d’arte.

Riportiamo qui di seguito un’intervista del quotidiano locale Arabian Business al direttore del brand, Massimiliano Ferrari.

Perchè Bugatti nel settore real estate?

Bugatti è un prodotto che ha più di 100 anni di storia. Il padre di Ettore Bugatti, il fondatore del marchio, era un architetto che si occupava di arredamento e che aveva creato una linea di arredamento dalla quale ebbe origine l’idea per la Bugatti.

Oggi abbiamo reinterpretato la visione originale in modo molto moderno. Così abbiamo creato una casa, una collezione extra lusso, ispirata al passato e al presente.

Perchè adesso e perchè a Dubai?

Il progetto è parte di un mosaico più grande formato da più pezzi tra cui la collezione di abbigliamento pret à porter e la collezione di arredamento per la casa. E’ accaduto ora perchè siamo pronti a fare questo passo ora. L’arredamento è un elemento chiave per noi, volevamo che le case avessero l’arredamento in stile Bugatti, magari non al 100% ma con diversi arredi Bugatti: questo era il punto chiave del progetto.

Dubai perchè è uno dei principali mercati per Bugatti. Dubai è sempre in evoluzione, in movimento ed è una città molto turistica: tutto questo è positivo per noi. Questo progetto sarebbe potuto essere sviluppato in diversi altri posti al mondo ma noi crediamo che si sposi particolarmente bene con il progetto abitativo Akoya Oxygen di Damac.

A parte la collaborazione con Damac, ci sono altri progetti nel cassetto?

A parte il successo nel settore automobilistico, abbiamo anche aperto alcune boutiques. Ne abbiamo una nel Knightsbridge (Londra), una a Monte Carlo e ne apriremo una a Tokyo il mese prossimo. Stiamo cercando la location perfetta per una boutique anche a Dubai, abbiamo alcune alternative in mente ma le stiamo ancora valutando.

Farete anche un Bugatti hotel?

Può essere, ma al momento il nostro focus è diretto alle ville. E’ fondamentale per noi mantenere l’esclusività del brand e ciò che rende questo progetto davvero speciale, quello che davvero ci piace, è il concetto di possedere un’auto come un’opera d’arte. Sarà in mostra nell’area living della villa, cosa particolarmente unica visto che di solito si è soliti pensare ad un’auto in garage. Per cui, invece di un quadro di Picasso, i clienti avranno una Bugatti nel loro salone.

Il suo cognome è Ferrari. Devo chiederle pertanto se c’è qualche collegamento con la famiglia Ferrari?

No, assolutamente. In è un nome molto ma ho lavorato per Ferrari per molti anni.

Che effetto fa avere un cognome come Ferrari? Ha dei vantaggi?

L’effetto del brand Bugatti è maggiore ma si, è un bel cognome da portare!

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