Bollinger, dalle Envelope alle Bande (parte seconda)

Scritto il 27 Maggio, 2013 - 8:00 da Lorenzo Zardi
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L’intuizione di John Bollinger

Quello che Bollinger fece fu di considerare un elemento chiave che nessuno prima prese in considerazione per la rappresentazione delle envelope o dei canali dinamici, ovvero la volatilità.

Per primo comprese che le bande delle envelope e gli stessi canali dinamici dovrebbero allargarsi e restringersi in modo proporzionale alla volatilità e alla sua variazione.

Bollinger procedette considerando per prima cosa una media mobile semplice a 20 periodi, corrispondente a circa un mese di operatività finanziaria, e per la costruzione delle bande dinamiche sulla volatilità, considerò la deviazione standard, cioè la sommatoria degli scarti delle osservazioni dalla media elevata al quadrato.

In questo modo le bande riescono a contenere al loro interno il 95% circa dei prezzi di uno strumento finanziario.

 

bande di bollinger

 

Le considerazioni principali sulle bande di Bollinger

  • Le bande contengono circa il 95% dei prezzi, quindi il restante 5% può essere considerato un eccezione, dei casi isolati di eccedenza,
  • È possibile aspettarsi in linea di principio un ritorno verso i valori della media centrale a 20 periodi,
  • Vengono segnalati i prezzi alti o bassi su base relativa e non assoluta, come accadeva per i canali

Le principali proprietà delle bande di Bollinger

  1. Solitamente dopo un periodo di compressione di volatilità, segnalata da un notevole restringimento delle bande attorno al prezzo, i prezzi tendono a muoversi velocemente dopo aver mostrato un fake start nella direzione opposta,
  2. Solitamente movimenti di prezzo al di fuori della banda superiore o inferiore indicano rispettivamente notevole forza o notevole debolezza,
  3. Movimenti che si originano da una banda tendono a svilupparsi poi verso l’altra, con maggior probabilità nei mercati di trading range.

 

Un oscillatore derivato dalle bande

Dalle stesse bande è possibile ricavare un utile oscillatore che è possibile affiancare alle stesse, si tratta di %b, che ci permette di conoscere visivamente la posizione dei prezzi relativamente alle bande stesse, in particolare tale oscillatore si costruisce in questo modo:

%b = (Chiusura – Banda inferiore) / (Banda superiore – Banda inferiore)

Pur trattandosi di un indicatore normalizzato, può accadere che ecceda i valori soglia di 0 e 1 cosi come i prezzi possono muoversi oltre le bande stesse, quindi l’oscillatore %b può assumere i seguenti valori:

  • %b = 1    In corrispondenza della banda superiore
  • %b = 0,5 In corrispondenza della banda mediana
  • %b = 0    In corrispondenza della banda inferiore
  • %b > 1    Qualora i prezzi eccedano la banda superiore
  • %b < 1    Qualora i prezzi eccedano la banda inferiore

 

Grazie a questo oscillatore possiamo quindi sapere quando il prezzo ha toccato o è a ridosso di una delle due bande, e, se accompagnato da una buona analisi tecnica e da una buona analisi candlestick, può fornire ottimi segnali si ingresso per l’operatore.

Chi sono
Lorenzo Zardi

Sono laureato in Economia e Finanza, ho maturato interesse per il trading speculativo e per l'analisi tecnica applicata agli strumenti finanziari negli ultimi anni in cui mi sono affiancato a traders professionisti, operatori in strumenti mobiliari e professori universitari. Continuo gli studi universitari nel corso di laurea specialistica in Finanza, Intermediari, Mercati. Ho intrapreso altresì una formazione in un private office di consulenza finanziaria collaborando con professionisti di alto livello nel settore della consulenza e della promozione finanziaria, dell'analisi di mercato macroeconomica, monetaria, tecnico-grafica.