Azioni Unicredit: rischio o opportunità?

Scritto il 21 Gennaio, 2016 - 5:35 da Marco Benzoni
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Azioni Unicredit: rischio o opportunità? Oggi analizzeremo insieme uno di titoli Big di Piazza Affari, uno di quelli che ha sofferto maggiormente, per vedere le sue potenzialità.

Azioni Unicredit

Azioni Unicredit

Il piano di riorganizzazione dell’istituto recentemente rivelato al mercato prevede un taglio del 14 per cento del personale e una ristrutturazione ampia e sostanziosa e, secondo i vertici di , permetterà alla banca di operare in futuro con tranquillità e rigore finanziario. Unicredit è un colosso internazionale con oltre 150 mila dipendenti e, se questo è un bene in fasi di espansione economica, oggi trova non pochi detrattori a causa del fatto che l’espansione attuata negli anni precedenti ha creato non pochi problemi in termini di governante e doppioni a livello organizzativo. Una tale politica espansionistica in un periodo di problematiche legate al mondo della finanza ma anche a situazioni di politica internazionale espongono l’istituto a rischi geopolitici attraverso l’Europa: Turchia, Ucraina, Russia e altre situazioni delicate creano o potrebbero creare in futuro aspettative non particolarmente positive sul futuro di Unicredit che, attualmente, ha in carico oltre 80 miliardi di crediti in sofferenza, circa il 20% dei prestiti totali.

Unicredit weekly

 Dal punto di vista tecnico: le quotazioni delle azioni Unicredit si sono appoggiate, in questi ultimi giorni, nell’area compresa tra 3,8 e 4 euro che rappresenta un livello di potenziale supporto di natura statica di medio/lungo termine; qualora lo stesso non dovesse riuscire a sostenere la pressione in vendita che attualmente si sta abbattendo sul mercato, è presumibile che i prezzi possano scendere a testare anche il successivo livello inferiore rilevabile tra 3,15 e 3,30 euro circa e che, presumibilmente, dovrebbe creare qualche aspettativa di rimbalzo almeno per il breve termine. A livello algoritmico i valori sono in ipervenduto, sebbene non in maniera critica, ma normalmente una tale condizione si verifica in prossimità di punti di svolta più o meno interessanti; manca ancora una vera e propria divergenza con relativo punto di appoggio e successivo break ma i livelli statici di cui sopra potrebbero comunque aiutare una seppur rischiosa gestione operativa ad alto rischio (speculazione/acquisti sulla debolezza e contro il trend principale di medio termine).

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Marco Benzoni

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