AQR: Rivoluzione bancaria europea

Scritto il 23 Ottobre, 2013 - 11:16 da Fabio Troglia
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AQR: Rivoluzione bancaria europea. Vediamo di capire insieme di che cosa si tratta e di come questa situazione, verrà interpretata dal mercato finanziario.

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Obiettivo della Bce, è quello di creare la famosa unione bancaria,di cui da ormai tanto tempo noi parliamo sul nostro sito.Per fare questo è necessario procedere mediante un armonizzazione del sistema bancario da qui nasce l’AQR.Come sempre il problema, saranno gli sterss test che verranno fatti e secondo quali regole verrà creata questa armonizzazione.In l’approccio di bilancio è sempre stato conservativo, quindi dovrebbe essere un vantaggio per ciò che concerne la valutazione dei passivi,ma…la situazione degli attivi invece è pessima in quanto la crisi reale è stata ed è fortissima.Inoltre da non dimenticare che le banche sono cariche di Btp italiani quindi fortemente soggette ad oscillazioni di valore.Da questa revisione secondo alcuni studi sembra che in Italia e Spagna per fare degli esempi concreti, per concedere un mutuo da 100k la banca debba accantonare 20k in Italia mentre per esempio in Germania solo 14k in Spaggna 35k.Da qui capite bene la fase delicata, che nel breve porterà certamente delle turbolenze sul settore bancario,ma che nel lungo termine sarà sicuramente molto positivo per il mercato europeo.

Tratto dal Sole 24 ore

Andiamo con ordine. Oggi la Bce annuncia i dettagli della «asset quality review», cioè il maxi-controllo sui bilanci delle 130 principali banche del continente di cui 15 italiane. L’obiettivo è di passare ai raggi X gli attivi (cioè crediti, derivati, garanzie sui finanziamenti ecc) degli istituti. Per fare questo check-up, però, sarà necessario armonizzare le regole: attualmente le banche giocano infatti con norme diverse da Paese a Paese. E l’Italia ha quelle più svantaggiose (o prudenti).
Se da noi gli istituti potessero usare le regole degli altri Paesi europei per calcolare i crediti deteriorati, questi scenderebbero dal 12,4% all’8,5% del totale impieghi. E la copertura di questi crediti (cioè la percentuale di accantonamenti per far fronte alle perdite) salirebbe dal 37,4% al 54,9%. La stima è della Banca d’Italia. Insomma: se da noi si applicassero le regole del resto d’Europa, il problema dei crediti andati a male si ridimensionerebbe. Idem se si fa il gioco contrario. Calcola PwC che se la Spagna utilizzasse le regole italiane, i crediti deteriorati delle sue banche salirebbero al 26% del totale impieghi e le coperture scenderebbero dal 43% al 14% circa.

Chi sono
Fabio Troglia

Attualmente svolgo un’attività di trading giornaliero sul mio patrimonio personale; in particolare i mercati di riferimento su cui opero sono i seguenti: indici internazionali, mercato azionario italiano, Forex e Commodities.